I pasticci di fine anno di un Governo sull’orlo di una crisi di nervi, dal decreto Salva-Roma al milleproroghe

consiglio dei ministriRoma – Il lavoro del governo in questi ultimi giorni del 2013 è stato piuttosto massiccio ed al tempo stesso confuso. Nell’ultima parte dell’anno, come di consueto, si lavora sulla legge di stabilità ed il decreto milleproroghe (vai all’articolo), che come si evince dal nome ha lo scopo di prorogare le scadenze che si ritengono opportune, e di attuare alcuni aggiustamenti alla legge di bilancio.

Quest’anno, però, c’è stata un’altra questione di estrema urgenza ed importanza, cioè il debito colossale del comune di Roma. La capitale, che dovendo chiudere il bilancio entro il 31 dicembre, ha avuto bisogno di un intervento governativo per non dichiarare fallimento. La situazione doveva essere risolta tramite un decreto legge, chiamato, appunto, decreto Salva-Roma, in cui sarebbero confluite anche norme di altro genere, come quella sugli affitti d’oro per la Pubblica Amministrazione.

L’iter di conversione in legge del decreto Salva-Roma è cominciato il 23 dicembre, quando il governo ha incassato la fiducia alla Camera con 340 voti favorevoli e 155 contrari.

La discussione in Parlamento era stata animata dalle polemiche del Movimento 5 Stelle, della Lega e da alcuni esponenti del Pd, sul fatto che la norma sugli affitti d’oro, era contrastata da un’altra norma contenuta nella legge di stabilità, quindi resa di fatto vana.

Inoltre, sempre durante la discussione parlamentare, il decreto si era arricchito di molteplici ed eterogenei emendamenti, rendendo il decreto legge privo delle sue caratteristiche imprescindibili: dettato da motivi di urgenza e di immediata comprensione ed attuazione.

Per questo motivo, il governo ha bloccato l’iter di conversione in legge dopo un incontro tra il Presidente del Consiglio, Enrico Letta ed il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato ha inviato un messaggio alle Camere per contestare l’accaduto, contenente un monito soprattutto ai presidenti di Camera e Senato. Letta, durante il discorso con cui ha annunciato il ritiro del decreto, ha dichiarato che l’episodio deve essere inteso come uno stimolo per riformare il procedimento legislativo.

Dopo questo pasticcio, il governo è andato avanti, varando il 27 dicembre il decreto milleproroghe, che contiene anche alcune misure indispensabili sulla capitale e la correzione della norma sugli affitti d’oro.

Alla luce di questi avvenimenti, ci sarebbe da riflettere in primis sul bisogno di riforme istituzionali che questo Paese sta vivendo e che vengono discusse e promesse ormai da decenni, ma che fino ad oggi nessuno è stato in grado di portare avanti. D’altro canto, sorge spontanea una domanda: siamo sicuri che questi problemi non potrebbero essere evitati anche solo attraverso una gestione più responsabile della cosa pubblica?

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