Il Presidente Napolitano diserta il rito del caffè al Gambrinus. Polemiche dagli attivisti di Terra dei Fuochi

napolitano_giorgioNapoli, 2 gennaio – All’indomani del contestatissimo discorso di fine anno è giunto a Napoli, nella mattinata di ieri, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, insieme con la moglie Clio, per una breve vacanza a Villa Rosebery che durerà fino al giorno dell’Epifania.

Il Capo dello Stato non ha rinunciato, quindi, al tradizionale soggiorno napoletano di inizio anno, sebbene abbia saltato il rito del caffè al “Gambrinus”. In mattinata, infatti, in piazza Trieste e Trento si trovavano degli attivisti del blog “La Terra dei Fuochi”, muniti di striscioni e volantini. Avvertito dalla Digos della presenza del gruppo, Napolitano pare abbia preferito glissare l’appuntamento con lo storico locale partenopeo, sua meta abituale durante i suoi soggiorni a Napoli, forse per evitare contestazioni sul tema dei roghi tossici e del traffico di rifiuti illegali in Campania.

Il dibattito, infatti, è tutt’altro che smorzato dalle festività natalizie. Lo scorso giovedì, le mamme di Caivano che, insieme alle foto dei loro figli morti, hanno posato per la realizzazione delle oltre centomila cartoline inviate al Papa e al Presidente della Repubblica, sono state ospiti della puntata “Servizio Pubblico Più” intitolata “Inferno atomico”. Le donne sono state protagoniste di un faccia a faccia con il pentito Carmine Schiavone, ex militante dei casalesi, famoso alle cronache per le dichiarazioni desecretate qualche mese fa in cui faceva luce sul traffico illegale di rifiuti in Campania. Nel confronto, le mamme si sono dette amareggiate per l’indifferenza del Capo dello Stato per il loro dolore.

In effetti, nonostante abbia ricevuto migliaia di cartoline, vere e proprie icone di sofferenza della Terra dei fuochi, Napolitano ha taciuto sull’argomento fino al discorso di fine anno, in cui, con scarne parole, ha fatto cenno al disastro ambientale delle terre campane: “Non si dimentichi […] che l’Europa unita ha significato un sempre più ampio riconoscimento di valori e di diritti che determinano la qualità civile delle nostre società. Valori come quelli, nella pratica spesso calpestati, della tutela dell’ambiente – basti citare il disastro della Terra dei fuochi – del territorio, del paesaggio”.

Questo, a quanto pare, a seguito di un contatto che il Colle ha stabilito nel pomeriggio della vigilia di Capodanno con padre Maurizio Patriciello. Il parroco di Caivano, infatti, lascia ai social network la testimonianza della telefonata ricevuta da un assistente del Capo dello Stato, pubblicando sul suo profilo Facebook quanto segue: “Ieri pomeriggio (31 dicembre 2013) ho ricevuto una telefonata dal Quirinale. Un collaboratore del Presidente della Repubblica di cui non ricordo il nome, mi ha chiesto il motivo di tanto malcontento verso Napolitano dalle nostre parti. Ho avuto modo di dirgli che il nostro popolo è esasperato. Abbiamo parlato della trasmissione di domenica scorsa su La7 con due mamme coraggiose e nobili che hanno perduto i figli e la presenza di Carmine Schiavone. Gli ho detto che […] è cosa gravissima per i cittadini ascoltare nomi, cognomi e soprannomi di persone che secondo lui sono camorristi e che occupano posti importantissimi nel cuore dello Stato. Io non dico che Schiavone sia la bocca della verità. Proprio per questo – se dice il falso, cioè – non capisco perché non venga immediatamente messo nella condizione di non colpire alla cieca. […] Se Schiavone sta dicendo il vero, la paura, la rabbia, lo sconforto di tanta gente sono più che giustificati. Ho detto al signore che mi telefonava che, secondo me, sarebbe stato importante per noi campani se nel discorso di fine anno, il Presidente avesse avuto parole anche per noi in riferimento al dramma che ci uccide. Ho potuto notare che ieri sera, Napolitano, in un passaggio ha fatto riferimento alla Terra dei fuochi e al disastro ambientale che stiamo sopportando. Un piccolo passaggio, per la verità, ma c’è stato. Vediamo che succede in questo anno che si apre davanti a noi”.

Intanto Angelo Ferrillo, blogger attivista della “La terra dei fuochi”, ha affidato ad un comunicato stampa diffuso attraverso Facebook e dall’eloquente titolo “Capodanno, Napolitano beffa i manifestanti, per la prima volta niente caffè al Gambrinus” le critiche all’intera vicenda: “Strano che nessun TG nazionale abbia dato la notizia che il Presidente Napolitano – per la prima volta nella storia – abbia disertato il consueto caffè del primo dell’anno al Gambrinus. Era tutto pronto. C’erano i Carabinieri in moto con i lampeggianti, il blindato dell’Esercito, la Polizia di scorta, la Digos e la Municipale, ma poi all’improvviso non è più venuto! Ad attenderlo stamattina c’eravamo noi. La sua assenza sarà stata un caso(?!). Non crediamo proprio. […] Ci risulta che dal Quirinale abbiano chiamato Don Patriciello. Vogliamo precisare che a noi né ci hanno chiamati e né ricevuti. Come mai il Presidente teme dei semplici cittadini che – a differenza di altri – sono da sempre impegnati contro questo problema?”.

Insomma, tra assenze, presenze ingombranti, silenzi, parole assordanti e dichiarazioni indirette la Terra dei fuochi sembra trasformarsi, di volta in volta, nello scenario drammatico del vedersi vivere pirandelliano, in cui tutto è così, se vi pare.

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