Lavoratore Astir minaccia il suicidio: chiede “solo” di lavorare

AstirNapoli, 3  gennaio – Capodanno in bilico per i 475 ex dipendenti della società “Astir”, che operava nel settore ambientale delle bonifiche comunali.

“Non vogliamo essere vittime di ricatti. Chiediamo di lavorare”. Questo il grido disperato dei dipendenti dell’ azienda, che da due anni sono costretti ad affrontare la sfida della cassa integrazione, la possibile mobilità e il licenziamento.

Nella giornata di ieri, quindici operai si sono arrampicati sulle impalcature di piazza Plebiscito per manifestare contro le decisioni prese dalla curatela fallimentare dell’ Astir. Tra questi, uno tenta il suicidio dal terzo piano dell’impalcatura per la lettera di licenziamento ricevuta. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco. “Il gesto del mio collega è dettato dalla disperazione, poiché veniamo trattati come le palline di un flipper da un ente all’altro, senza ricevere spiegazioni” – Afferma un dipendente.

Gli operai ricordano che dalla prefettura era arrivata una lettera disponibilità di un incontro tra la curatela fallimentare e la Regione Campania per trovare una soluzione alla vertenza. Il tavolo delle trattative è stato fissato per mercoledì 8 gennaio.

Due dipendenti dell’Astir Spa hanno raggiunto Via Ferdinando Russo, la strada che conduce a Villa Rosebery, con l’intenzione di consegnare una petizione al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in soggiorno privato a Napoli. I due sono stati bloccati dalla polizia, e solo dopo una trattativa la lettera è stata affidata alla Digos per la consegna al Capo di Stato.

Pubblichiamo il testo integrale della petizione:

Alla c. a. attenzione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

La nostra vicenda si iscrive idealmente alle tante da Lei ricordate nel discorso di fine anno.

Non è la prima volta che ci rivolgiamo a Lei, ma oggi, nei primi giorni del 2014, siamo protagonisti di una storia che, in piccolo, segue il fallimento dello Stato Italiano.

Siamo circa cinquecento dipendenti di un’azienda in house della Regione Campania, da due anni e mezzo attendiamo la riorganizzazione del Polo Ambientale, annunciata più volte dal Presidente Caldoro . Intanto l’azienda è stata condotta al fallimento, tra pasticci e colpevoli ritardi della Regione.

Mentre questa incredibile vicenda sembrava volgere il suo epilogo, anche con la produzione di atti concreti (un provvedimento inserito nella legge di Stabilità dello Stato, che fornisce lo strumento giuridico per attivare i trasferimenti, l’ approvazione di una delibera di recepimento  di un  Accordo di  Programma Quadro che stanzia 42 milioni di euro a favore di lavori da eseguire a Campania Ambiente e Servizi, la nuova azienda Regionale, la firma di un accordo sindacale che, finalmente, stabilisce a gennaio il periodo a cui rendere operativo il trasferimento), il giudice delegato al fallimento, dottoressa Ilenia Grimaldi ha deciso di regalarci il giorno 30 dicembre, un provvedimento di licenziamento collettivo che sembra non ammettere repliche. Cinquecento famiglie prigioniere di un paradosso tra un atteggiamento burocratico insensato, stando alle ragione adottate e i ritardi infiniti della Regione.

Ora è stato coinvolto il Prefetto di Napoli in una sorte di arbitraggio, speriamo risolutivo. Eppure, a questo punto, basterebbe poco per risolvere, per riportarci al lavoro per dare il nostro contributo al recupero della “Terra dei Fuochi”.

Presidente,

chiediamo il Suo intervento perché una vicenda già incardinata possa evitare il rischio sempre incombente di un dramma che scaturisce dalla sofferenza di persone da troppo tempo costrette ad un interminabile percorso di incertezza.

Vorremmo meglio sottopor Le le nostre ragioni in un incontro, approfittando della Sua permanenza a Napoli.

Cordialità

I lavoratori Astir

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