Bollettino di guerra di capodanno: amputata la mano a due bambini

bomba_cartaNapoli, 3 gennaio – I bambini sono le vere vittime dei botti di questo capodanno e a rivelarlo è il bollettino dei feriti, anzi ci verrebbe da dire il bollettino di guerra. Sono due i bambini a cui è stata amputata la mano a causa dell’esplosione dei botti di fine anno, due bambini che hanno sofferto terribilmente per il dolore fisico dovuto allo sfacelo traumatico della loro mano. Due bambini, uno di Napoli, l’altro di Milano, che si sveglieranno la notte terrorizzati dagli incubi che ripiomberanno nell’attimo in cui la loro mano è esplosa.

L’ingenuità dei bambini che si emozionano e si divertono al suono forte dei botti e al risplendere delle loro luci colorate è ciò che li rende maggiormente vulnerabili. L’incoscienza degli adulti che si esaltano nel far esplodere petardi e fuochi d’artificio, come in una gara a chi ce l’ha più potente, a chi ha la bomba più grande e pericolosa, è ciò che mette in pericolo i bambini.

Ci siamo fatti promotori di una campagna per la prevenzione dei feriti dei botti di capodanno mostrando l’immagine forte e cruda della mano di un ragazzo devastata da un grosso petardo. Immaginare solamente la mano di un bambino squarciata nello stesso modo, con le stesse lacerazioni mostrate in quella foto, non è solamente raccapricciante, ma è sconvolgente, straziante, terribilmente triste.

Passata la mezzanotte e contati i feriti che sono stati soccorsi e medicati nei vari ospedali, si è creduto che il pericolo fosse terminato. Così non è stato invece per altri 4 bambini di Sarno in provincia di Salerno, che ieri, a distanza di due giorni dal capodanno, sono stati vittima di botti inesplosi lasciati a terra, come ormai troppo spesso accade. Tre dei bambini feriti, tra gli 8 e i 12 anni, sono stati ricoverati al Santobono di Napoli. Un ragazzo di 12 anni di nazionalità marocchina ha riportato lo sfacelo di 4 dita della mano sinistra e di un forte trauma cranico. Un secondo bambino di 10 anni ha subito l’amputazione di tre dita della mano e ferite al volto. Per entrambi la prognosi è riservata. Il terzo dei bambini ricoverati ha invece riportato problemi all’occhio.

Un capodanno senza morti indurrebbe a dire che il bilancio di quest’anno è positivo. Era dal 2010 che non accadeva e anche il numero dei feriti resta invariato rispetto all’anno scorso, con poco più di 350 persone coinvolte in incidenti provocati dall’esplosione di fuochi d’artificio ed in netto calo rispetto al 2012 che registrò più di 600 feriti. Eppure a pagare il prezzo più alto sono stati i più piccoli.

Napoli conferma i pronostici negativi sul capodanno, è stata infatti la provincia che ha registrato il più alto numero di feriti. Sono state 50 le persone tra Napoli e provincia che hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, con precisione sono state 28 a Napoli, di cui quattro minori e 23 in provincia, di cui quattro minori. Sono stati inoltre più di cento gli interventi dei Vigili del Fuoco per spegnere i vari incendi innescati dall’esplosione dei fuochi. Seguono Bari (26), Roma (23), L’Aquila (15), Salerno (15), Reggio Calabria (13), Caserta e Torino (10).

A Tivoli, vicino Roma un altro incidente post capodanno, ha causato il ferimento di sei persone. In gravi condizioni un ragazzo di 23 anni, che rischia anche l’amputazione della mano, è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Pertini di Roma ed è stato intubato. In gravi condizioni anche il padre di uno dei minorenni, un uomo di 46 anni. Sempre a Roma ad un altro uomo gli è stata amputata la mano in seguito alle ferite riportate.

Gli effetti devastanti dei fuochi pirotecnici possono ripercuotersi non solo sugli arti ma anche alle orecchie e agli occhi. È il caso di Bari dove due uomini hanno perso la vista ad un occhio a causa dello scoppio di grossi petardi mentre ad un altro ragazzo è letteralmente scoppiato il bulbo oculare.

Una nota positiva tra le tante brutte notizie arriva da Palermo. Sono riusciti a salvargli la mano i medici che hanno operato d’urgenza il ragazzo di 15 anni arrivato in ospedale con la mano sinistra gravemente ferita da un petardo. L’intervento è stato eseguito dal primario della Chirurgia Plastica e Maxillo facciale dell’Azienda “Villa Sofia-Cervello”, Matteo Tutino, che ha ricostruito ossa, muscoli, nervi e tendini mediante l’utilizzo di sofisticate tecniche di microchirurgia.

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