Carolina Sepe è morta dopo quattro mesi di coma, assassinata per un litigio tra vicini

carolina-sepeNapoli, 4 gennaio – Dopo quattro mesi di coma è morta Carolina, dopo aver dato alla luce una bambina. Una tragedia nata a colpi di pistola il 25 agosto scorso, a Lauro in provincia di Avellino.

Carolina Sepe, la donna ridotta in fin di vita dall’ex guardia giurata Domenico Aschettino, è morta tra la notte del 3 e 4 gennaio, dopo 4 mesi di coma. Era incinta di 10 settimane quando fu ferita. Le sue condizioni furono giudicate da subito molto gravi, stato che ha portato alla nascita prematura di Maria Liliana che, al momento della nascita, avvenuta il 23 dicembre, pesava poco più di un chilogrammo.

Carolina era stata ricoverata all’ospedale Cardarelli di Napoli.

La tragedia ebbe luogo in un cortile di Lauro, l’ex guardia giurata sparò al vicino Vincenzo Sepe e alla sua famiglia, ferendo i due figli Carolina e Orlando, la suocera Bettina e la moglie Vincenzina. Durante l’interrogatorio, avvenuto due giorni dopo il tragico episodio,  Aschettino spiegò le motivazioni della sua follia: ” Ero stato minacciato, avevo paura da giorni. Volevo chiudere definitivamente i conti con Vincenzo Sepe, ma poi ho perso la testa e ho cominciato a sparare all’impazzata.

Pare che il litigio fu scaturito da un tamponamento eseguito dall’ex guardia giurata nei confronti di Giampiero Siniscalchi, genero di Vincenzo Sepe. Sembrava che tutto fosse finito in una lite in strada, ma poco dopo Siniscalchi sfondò con un cric il parabrezza dell’autovettura di Aschettino, che in tutta risposta preso un sasso lo scagliò contro il lunotto posteriore dell’autovettura del rivale. Aschettino raccontò che il giorno dopo ebbe una visita da parte di Sepe e Siniscalchi, che lo minacciarono di morte se non avesse risarcito i danni provocati.

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