Pressione fiscale a livelli record. Allarme della Confcommercio: promesse del Governo insostenibili

saccomanni

9 gennaio – Il 2013 ha conosciuto un nuovo record nella pressione fiscale attestatasi al 44,3%, e secondo i dati elaborati da Confcommercio, ci sarebbe già una riconferma di un livello stabile oltre il 44% anche per tutto il 2014. Di conseguenza, il taglio fiscale promesso negli ultimi giorni dal ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni, sarebbe soltanto un’illusione di fatto non applicabile.

Confcommercio sottolinea infatti che “riavviare il processo di crescita, richiede più coraggio e più incisività nei tagli alla spesa pubblica e, soprattutto, politiche fiscali dal lato dell’offerta, a cominciare da una incisiva riduzione degli oneri fiscali che gravano sui fattori produttivi, primo fra tutti il lavoro”. Al fine di rilanciare la produttività del paese, nei prossimi mesi il governo dovrà necessariamente concentrarsi sulla riduzione della pressione fiscale.

Nel corso del 2013, il prelievo contributivo è aumentato di 1,6 miliardi rispetto all’anno precedente e contemporaneamente il Pil nominale ha registrato una flessione di 8,7 miliardi di euro. Rispetto ai dati relativi al 2012 con un risultato pari al 44%, nel 2013 le imposte sono aumentate di 3 decimi di punto in più raggiungendo quota 44,3%. Ciò ha determinato un incremento assoluto del carico fiscale e delle tasse sostenute dai contribuenti in relazione al Pil.

Nello specifico, dai dati emerge che in Italia nel corso del 2013, per ogni euro prodotto il carico delle imposte e dei contributi è aumentato specularmente di 3,5 decimi di punto percentuale, superando ulteriormente il record negativo registrato nel 2012. Contrariamente alle aspettative, durante l’anno appena trascorso la pressione fiscale non è affatto diminuita, ma si è assistito prevalentemente “a dei parziali effetti redistributivi che modificano il mix del gettito tra le diverse categorie di contribuenti”.

Le previsioni governative di quest’anno non fanno sperare in un miglioramento della situazione, dai dati sembra emergere infatti che la riduzione della pressione fiscale è destinata ad essere illusoria e che probabilmente il livello resterà al di sopra del 44,2 %. Ma Confcommercio precisa che “vale la pena di ricordare che la previsione governativa della pressione fiscale nel 2014 al 44,2% è compatibile con una crescita del Pil reale dell’1%, un tasso di variazione che nelle attuali condizioni economiche del Paese non sarà facile raggiungere”.

FOTO: tratta da confesercenti.it

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