Stamina, ancora uno stop per il metodo di Vannoni

Metodo-StaminaTroppi colpi di scena e ancora poca chiarezza sul metodo ideato da Davide Vannoni. La speranza di una possibile risoluzione del caso, in tempi non troppo lunghi, sembra improvvisamente essere svanita nel nulla. A dare lo stop è l’Agenzia Italiana del Farmaco, contraria al trasporto delle staminali all’estero. Ad aumentare ulteriormente le perplessità sul metodo, i giudizi negativi dei membri dell’ex comitato scientifico, sciolto dal Tar perché ritenuto parziale.

La sperimentazione in Florida è stata bloccata ancor prima di cominciare, nonostante Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Istitute di Miami, si fosse reso disponibile allo studio approfondito del metodo Stamina. Le cellule staminali potrebbero subire delle trasformazioni, essere contaminate o manipolate durante il trasporto. Questo il motivo del no da parte dell’Aifa.

I membri dell’ex comitato scientifico hanno reso note le motivazioni della loro bocciatura. Le dosi di cellule staminali mesenchimali indicate nel protocollo di Stamina, secondo gli esperti, non sono sufficienti per ottenere degli effetti. Possono essere utilizzate in trapianti per topi, ma di certo non per gli uomini. Per questi ultimi occorrono infatti due milioni di cellule per chilogrammo di peso corporeo, mentre il metodo di Vannoni ne prevede il trasferimento di due milioni in totale. Queste cellule sono inoltre ottenute in coltura primaria, mancano i successivi passaggi utilizzati in laboratorio per ottenerne una quantità adatta al trapianto nell’uomo.

Qual’è il meccanismo attraverso il quale le cellule staminali possono differenziarsi e rigenerarsi in neuroni? A questa domanda i membri di Stamina Foundation non rispondono in maniera esauriente. Non ci sono infatti prove scientifiche che attestino la veridicità del fenomeno.

Anche “Nature” boccia il metodo Stamina, che non prevede nemmeno lo screening di patogeni, utile per prevenire infezioni da prioni o virus. “Troppi errori ed omissioni, che mettono in discussione l’efficacia e la validità di un protocollo in parte copiato da Wikipedia“. Questo si può leggere dalla famosa rivista scientifica.

Il Ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato la sua preoccupazione in merito agli aspetti giudiziari della vicenda, visto che ogni giorno emergono elementi sempre più inquietanti.

E mentre le novità continuano a stupire, sempre più seri e profondi sono i dubbi sulla questione. Non resta che attendere l’arrivo della prossima settimana, quando ad esprimersi in merito all’analisi del metodo a Miami, sarà il nuovo comitato scientifico.

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