Sancita la pace tra Letta e Renzi, le “intese striminzite” andranno avanti fino al 2015

letta renziAvanti tutta con il “governo del fare”. Questo il responso ufficiale dell’incontro tutto interno tra Matteo Renzi, nuovo leader del Pd, ed Enrico Letta attuale premier. Le simpatie del segretario del Pd per questo governo di coalizione, lo si sapeva già, non erano molto forti. Letta ha così incontrato Renzi intorno alle 8,30 del mattino del 10 gennaio, da questo incontro i due hanno trovato un accordo che parrebbe, almeno da quanto dichiarato poi, solido e senza secondi fini.

Alla fine a cedere è stato, dunque, Matteo Renzi che già aveva dato la fiducia al governo il mese scorso e che ora è deciso a marciare con Letta fino alla primavera del 2015. Inizialmente, in molti, tra i quali lo stesso Renzi, erano rimasti assai contrariati ad un’alleanza tra il centro destra ed il centro sinistra. I motivi erano i soliti: Imu (che nei due programmi dei partiti sarebbe stato gestito diversamente), legge elettorale e Berlusconi. Il nuovo segretario del Pd si sta però dimostrando abbastanza lungimirante, difatti dopo la decadenza di Berlusconi e le dimissioni di diversi membri del suo partito dall’attuale governo, la coalizione pende maggiormente in favore della sinistra. Probabile uno di questi i motivi che hanno spinto il segretario del Pd a dichiararsi, ormai non è un mistero, apertamente a favore del governo Letta.

Tanti i punti d’incontro come nel caso del Jobs Act e dell’articolo 18 dove c’è totale armonia tra Renzi ed il primo ministro. Insomma l’intesa è stata trovata tanto che il sindaco di Firenze ha ripresentato la propria candidatura per la carica da lui occupata non avendo ancora messo in preventivo di potersi presentare per le primarie.

La questione spinosa resta comunque quella del metodo elettorale. Matteo Renzi non ha escluso un incontro con Berlusconi per discutere la questione, ma ha chiarito che la nuova intesa potrebbe esserci soltanto con l’attuazione del modello spagnolo oppure con una versione corretta del Mattarellum. In realtà il sindaco di Firenze sarebbe più propenso riguardo l’adozione del sistema di elezione dei sindaci.

La frittata sembra essere comunque stata fatta, volenti o nolenti gli italiani continueranno con questo governo fino al 2015 a meno che non succeda qualcosa di eclatante nei prossimi mesi. L’idea che i tempi possano essere così lunghi, in realtà, sconforta molti e sta riducendo a l’osso sia Pd che Pdl, dilaniati da malori intestini che rischiano di non far passare belle giornate ad Alfano e Renzi.

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