Terra dei Fuochi approda al Quirinale. Il 22 Napolitano incontrerà Don Patriciello e le mamme dei bimbi delle cartoline

PatricielloIl Presidente della repubblica Giorgio Napolitano riceverà il prossimo 22 gennaio, don Maurizio Patriciello e le mamme degli angeli, i bambini morti, strappati all’amore della loro famiglia, per cause legate all’inquinamento in Terra dei Fuochi, il cui sguardo innocente è stato immortalato nelle cartoline distribuite in migliaia per scuotere le coscienze su ciò che accade in questa terra, spedite sia al Pontefice che allo stesso Presidente.

È lo stesso parroco a dare la notizia dalla suo profilo facebook: “Siamo stati invitati, le mamme delle cartoline e io al Quirinale, mercoledì 22 gennaio. Ancora una volta porteremo al Presidente della Repubblica la sofferenza della nostra terra e il dolore e la speranza della nostra gente. Un altro piccolo passo avanti è stato fatto”.

Il presidente Napolitano nei giorni scorsi aveva inviato una lettera a don Patriciello, in cui rinnovava il suo impegno istituzionale per Terra dei Fuochi ed invitava don Patriciello a “non abbassare la guardia”, nonostante “l’impegno dispiegato dallo Stato”. Napolitano scrive: “Sono d’accordo con lei che la questione richiede ancora energie e attenzione. Sebbene il territorio colpito e danneggiato sia circoscritto, e non esteso all’intera Campania, la serietà del fenomeno non può permettere di abbassare la guardia”.

Napolitano si affida al parroco per giungere alla gente di Terra dei Fuochi, ribadendo la sua piena collaborazione e chiedendo alle “famiglie interessate” che non “abbandonino la fiducia nell’impegno delle istituzioni, reso più coeso e credibile anche grazie alla partecipazione attiva della rete di comitati e singoli cittadini che non si contentano di denunciare i crimini subiti, ma sostengono con le loro iniziative le operazioni di monitoraggio e di bonifica dei siti”.

“Mi spiace che il presidente non abbia voluto ricevere la gente, la sua gente a Napoli, in strada, nella realtà quotidiana che si è costretti ad affrontare, ma nei palazzi, quasi a rimarcare le distanze. Padre, ci affidiamo a Lei”. Si legge tra i tanti commenti al post di don Maurizio.

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