Costa Concordia. E la barca va, non si sa dove ma di sicuro non verrà a Napoli!

costa-concordia-direttaLa Costa Concordia è in assetto verticale, dopo 19 ore di estenuante lavoro, alle 4 del mattino del giorno 10 gennaio le navi di appoggio attorno al relitto hanno suonato le sirene per annunciarlo. Il direttore dell’operazione  Nick Sloane ha annunciato la fine dei lavori dalla control room situata sulla chiatta avanti al relitto.

Due anni e mezzo dopo il tragico evento, la Costa Concordia lascerà per sempre l’isola del Giglio la decisione del porto che ospiterà il relitto per essere smantellato verrà presa a marzo. Dodici porti di sei nazioni diverse pronti ad aggiudicarsi i lavori della Concordia, oltre l’Italia, la Turchia, Gran Bretagna, Norvegia, Francia e Cina.

Napoli non è nell’elenco e lo si è appreso dalle dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Orlando, che si è limitato a commentare così l’operazione di recupero della nave: “Nessun trionfalismo è autorizzato quando si parte da una vicenda tragica, ma una legittima soddisfazione per come è stata affrontata una sfida senza precedenti, sia dal pubblico che dal privato, si può averla”. Ed ancora: “I porti italiani che hanno manifestato interesse sono: Genova, Palermo, Civitavecchia e Piombino. Ci sono anche due società che hanno avanzato la loro proposta per lo stesso porto cioè Piombino“.

A quanto pare non è nemmeno partita la comunicazione di interesse dalla città partenopea per accaparrarsi la commessa e l’accaduto ha dell’incredibile se si ricorda che fu lo stesso governatore, Stefano Caldoro, a scrivere all’ex premier Monti per caldeggiare i cantieri napoletani: “Gli scali di Napoli e di Castellammare di Stabia – dichiarò il presidente – dispongono di infrastrutture in grado di poter assolvere con operatività immediata ai compiti previsti per la demolizione. Ciò contribuirebbe a portare nuovo lavoro e occupazione”.

Entro la metà di aprile ha annunciato Costa, verranno installati sul lato di dritta i cassoni, che serviranno per consentire il rigalleggiamento della nave. Un’operazione molto delicata che impiegherà tra i sette e i dieci giorni e che verrà ultimata a fine giugno. A marzo, come si diceva, si saprà dove la nave farà il suo ultimo approdo.

Assicurarsi lo smantellamento della Concordia vorrebbe dire dare lavoro a centinaia di operai, per un lungo periodo di tempo.

Thamm, amministratore delegato di Costa, afferma: “Noi facciamo parte dell’economia italiana. Io sarei felicissimo di dare questa operazione ad un porto italiano, ma dipenderà tutto delle offerte che arriveranno”.

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