Il commissario del PD Andrea Orlando si pronuncia sul PDL campano: sul partito soffia un vento di bufera.

Dopo un primo accertamento in merito alle 26 mila adesioni raccolte a Salerno – riguardante il sospetto che il tesseramento del Pdl sia stato effettuato anche a persone decedute, minori di 14 anni o persone completamente all’ oscuro di essere state tesserate – i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Salerno sospettano che anche questo sia accaduto durante la frenetica campagna di adesione al partito da Scafati a Sapri.

Anche il governatore Stefano Caldoro si è dichiarato perplesso riguardo il metodo del tesseramento: «L’organizzazione del consenso in un partito non si costruisce con il tesseramento o soltanto con esso. Di certo, non è utile a selezionare una nuova classe dirigente, anche se un milione e mezzo di adesioni sono un segnale di partecipazione che va raccolto. Il rischio di infiltrazioni improprie esiste in alcune aree del territorio, ma è un rischio che corre chiunque ricorra alle adesioni. Per l’organizzazione del consenso sarebbe importante pensare a una nuova forma di rappresentanza». Il commissario regionale del Pdl Francesco Nitto Palma commenta le dichiarazioni di Caldoro: «Stefano non è mai stato favorevole al tesseramento. Ma le possibilità sono due. O si celebra il congresso o decide uno solo: la democrazia ha un prezzo». Inoltre assicura che non ci sarà alcuno slittamento per il Congresso che si svolgerà nei primi 10 giorni di marzo.

Intanto sul Pdl campano si sta scatenando un vento di bufera. E’ di oggi la nota del commissario della Federazione provinciale del Pd di Napoli, Andrea Orlando che si esprime in merito al Pdl campano ed ai doppi incarichi dei sindaci calcando la manoin merito agli illeciti: “Collezionare poltrone e stipendi e’ il gioco preferito dal Pdl campano non solo per quanto riguarda Cesaro e Cirielli, ma anche per Vincenzo Nespoli che, pur essendo sindaco di una citta’ importante come Afragola, si sdoppia nel ruolo di parlamentare senza colpo ferire”.

Dichiara Orlando e ribadisce: “Mettendo in conto anche il suo caso, credo che sia tanto piu’ giusto, come annunciato dal segretario regionale del Pd Enzo Amendola, ricorrere alla giustizia ordinaria per definire l’incompatibilita’ che, come indica la Corte Costituzionale, dovrebbe essere riconosciuta per ruoli cosi’ importanti e impegnativi.

Dopo il voto della Giunta per le Elezioni della Camera, non ci resta che percorrere questa strada perche’, oltre a segnare un punto di moralita’ indispensabile per chi ricopre incarichi pubblici, tende a garantire i cittadini che hanno scelto un sindaco a tempo pieno, non part-time a dispetto del suo stipendio”. Questa è la nota che pubblica l’ANSA in merito al caso del Sindaco di Afragola. La Corte costituzionale che ha dichiarato incompatibile la carica di parlamentare con quella di sindaco di un Comune. Vincenzo Nespoli, secondo la sentenza della Corte Costituzionale, deve scegliere tra i due incarichi.

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