Colmata di Bagnoli. Il TAR boccia il ricorso Fintecna

mare bagnoliSperanze per l’avvio dei lavori di rimozione della colmata

Napoli, 18 gennaio – Si riaccendono le speranze per la rimozione della colmata di Bagnoli dopo la decisione del TAR  di bocciare il ricorso della società Fintecna S.p.A. presentata in seguito all’ordinanza emessa dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris il 3 dicembre scorso. Nell’ordinanza era indicato per l’azienda la presentazione e relativa realizzazione del progetto per la rimozione integrale della colmata di Bagnoli e della messa in sicurezza dell’arenile di Bagnoli (vai all’articolo), ma il ricorso aveva prodotto la sua sospensione.

Le considerazioni delineate dal tribunale amministrativo regionale comprendono la conferma che: “non sussiste il periculum in mora come declinato con riguardo al danno economico dalla ricorrente società per azioni, e che, altresì, neppure appaiono convincentemente articolate le motivazioni collegate alle conseguenze penali e al dedotto danno all’immagine”.

La sospensione dell’ordinanza ormai superata dalla decisione del TAR pone di fatto il piede sull’acceleratore in merito all’avanzamento operativo della questione colmata.

Il primo cittadino, Luigi de Magistris, così si espimeva sul suo blog dopo l’atto del 3 dicembre in merito alla trasformazione della città ed in particolar modo per quanto riguarda Bagnoli: “[…] Noi non ci arrendiamo all’idea dell’immobilismo. Non ci arrendiamo all’idea di dover vivere con quel lungomare sfregiato dall’inquinamento. In questa ottica, ho firmato un’ordinanza sindacale con la quale chiedo a Fintecna Spa di provvedere alla presentazione di un progetto per la rimozione integrale della colmata dell’arenile di Coroglio-Bagnoli; a Cementir di occuparsi della messa in sicurezza ai fini della eliminazione dei pericoli per la salute collettiva; e alla Fondazione Idis di presentare la certificazione di avvenuta bonifica. La storia della mancata bonifica di Bagnoli è una ferita incisa sulla pelle di questa città e farò tutto il possibile per sbloccare questa impasse: affinché ognuno si assuma le proprie responsabilità. Secondo il principio per il quale chi ha inquinato deve pagare […]”.

Attendiamo gli sviluppi della questione dato che la decisione del TAR riattiva l’orologio esecutivo dell’ordinanza.

Lascia un commento

nove + quattordici =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.