Incontro Renzi-Berlusconi. Grillo dal suo blog, tuona: “Elettori Pd, per la vostra dignità, fatevi restituire i due euro”

renzi berlusc grilloNon si possono fare Leggi con “uno in attesa del gabbio”

Roma, 20 gennaio – L’incontro Renzi-Berlusconi non ha mancato di suscitare polemiche e critiche su molti fronti. Uno dei più agguerriti, come sempre, è il leader del Movimento 5 Stelle, che vi dedica un post sul suo blog esordendo con: “Renzie ce l’ha più grosso di tutti, o per lo meno lo crede”. Poi continua con un promemoria di alcuni interventi e promesse che l’attuale segretario del Pd ha fatto ai suoi elettori, tutti con il fine ultimo di mettere Berlusconi fuori gioco e non lasciargli nessuno spiraglio, diversamente da come è stato fatto da alcuni leader passati, da D’Alema a Veltroni e commenta: “Elettori Pd, per la vostra dignità, fatevi restituire i due euro“.

Il post va avanti con: “La Profonda Sintonia con un pregiudicato al quale vengono affidate le sorti del Paese attraverso una nuova legge elettorale è un’allucinazione. Non può succedere che chi è stato scaraventato fuori dalla finestra del Senato per frode fiscale dal M5S con i voti del PD sia chiamato a fare le leggi dal PD. Chiunque sano di mente non ci può credere. E’ un’allucinazione. Suvvia, non può essere che il pregiudicato entri un sabato pomeriggio nella sede del PD di Roma come se fosse Augusto portato in trionfo… Le leggi si fanno in Parlamento non in una stanza con due extraparlamentari, uno in attesa del gabbio”.

Sull’ultima frase c’è da riflettere. In realtà c’è una sostanziale imprecisione, cioè Renzi non può essere considerato un extraparlamentare nel senso stretto del termine, in quanto essendo il nuovo portavoce di uno dei principali partiti di maggioranza ha tutto il diritto di concertare riforme e fare accordi con le altre forze politiche. Anzi, visto le promesse fatte in campagna elettorale, ne ha il dovere. Il punto è che, come ha dichiarato sabato Fassina, Forza Italia ha dei capigruppo che non sono Berlusconi.

La questione non è quindi quella di reiterare senza fine una dicotomia ideologica che in questo momento non produrrebbe nessun frutto, ma la domanda è, si può avere come principale interlocutore di una forza politica un uomo che per la sua condotta criminale (a testimoniarla esiste una sentenza definitiva) è stato mandato via dal Parlamento, quindi giudicato non idoneo a fare parte della gestione della cosa pubblica?

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