Bufera nel Pd. Cuperlo si dimette da presidente e sbatte la porta: “Mi dimetto perché voglio avere la libertà di dire sempre quello che penso”

Gianni CuperloLa lettera di dimissioni su Facebook

Roma, 21 gennaio – La direzione nazionale del Partito democratico ha mietuto la prima vittima politica dopo il duro ed aspro confronto di ieri relativo all’accordo sulla Legge elettorale chiuso da Renzi con il “pregiudicato” Silvio Berlusconi, leader del maggior partito di centro destra. L’ormai ex presidente Pd pubblica su Facebook la lettera di dimissioni e motiva così le sue dimissioni:

“Mi dimetto – scrive Cuperlo – perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l’omologazione, di linguaggio e pensiero. Mi dimetto perché voglio bene al Pd e voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere.
Mi dimetto perché voglio avere la libertà di dire sempre quello che penso. Voglio poter applaudire, criticare, dissentire, senza che ciò appaia a nessuno come un abuso della carica che per qualche settimana ho cercato di ricoprire al meglio delle mie capacità.”

Ed ancora: “Nella direzione di ieri sono intervenuto sul merito delle riforme e sul metodo che abbiamo seguito. Ho espresso apprezzamento per l’accelerazione che hai impresso al confronto e condiviso il traguardo di una riforma decisiva per la tenuta del nostro assetto democratico e istituzionale. Non c’era alcun pregiudizio verso il lavoro che hai svolto nei giorni e nelle settimane passate. Lavoro utile e prezioso, non per una parte ma per il Paese tutto. Ho anche manifestato alcuni dubbi – insisto, di merito – sulla proposta di nuova legge elettorale”.

Cuperlo lamenta l’attacco personale subito: “Nella tua replica ho ascoltato la conferma che le riforme in discussione rappresentano un pacchetto chiuso e dunque – traduco io – non emendabile o migliorabile pena l’arresto del processo” ma, il vero punto della questione sollevata dal leader della minoranza interna è che: “ancora ieri, e non per la prima volta, tu hai risposto a delle obiezioni politiche e di merito con un attacco di tipo personale”.

La replica il segretario alla lettera di dimissioni

“Caro Gianni, rispetto la Tua scelta. Pensavo, e continuo a pensare, che un tuo impegno in prima persona avrebbe fatto bene alla comunità di donne e uomini cui ti riferisci nella tua lettera”. Sono certo continua Renzi “che – pur con funzioni diverse – ripartiremo insieme”. Ed ancora: “Conosco la fatica che hai fatto nell’accettare la mia proposta di guidare l’Assemblea del Pd, dopo le primarie. Con franchezza e lealtà, non me l’hai taciuta. Non volevi farlo, ma hai ceduto alla mia insistenza”. “Ti ringrazio per il lavoro che hai svolto nel tuo ruolo e sono certo che insieme potremo fare ancora molto per il Pd e per il centrosinistra. Ci aspetta un cammino intenso che può finalmente cambiare l’Italia”.

Lascia un commento