Evasione fiscale. Confermata la frode di Tiziano Ferro

evasione fiscaleTre milioni di euro non dichiarati

L’accusa di evasione fiscale del cantante Tiziano Ferro per circa 3 milioni di euro è stata confermata. Sembra infatti che il ricorso di Ferro sia stato respinto dalla commissione Tributaria regionale che ha confermato le sentenze di primo grado che stabilivano la che la residenza all’estero del cantante fosse fittizia, condannandolo a pagare le spese del processo.

Nell’appello presentato dal cantante veniva richiesto l’annullamento dell’accertamento emesso nei suoi confronti per compensi non dichiarati pari a 2 milioni di euro. Si determinava così una tassazione Irpef per 441mila euro, una addizionale regionale per 28.665, una comunale per circa 8mila, Irap per 98mila, Iva per 274mila e infine sanzioni per 851mila euro. I legali di Ferro contestavano anche il mancato riconoscimenti della residenza del Regno Unito, in particolare nella città di Manchester.

La documentazione fornita dal cantante ed i suoi legali è apparsa inconsistente e non rappresentativa al punto da annullare la condanna. E’ emerso da numerosi viaggi effettuati da e verso Latina, e dalla preminenza dei redditi ritratti dall’attività di artista in Italia rispetto alla dichiarazione dei redditi presentata nel Regno Unito, un chiaro intento evasivo.

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