E il Governo va. Tra dimissioni della De Girolamo, temute campagne acquisti ed intercettazioni

De GirolamoL’ex ministra: “Non posso restare in un governo che non ha difeso la mia onorabilità”

Alla fine della storia si è dimessa. La ministra per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, ha rassegnato le dimissioni e il presidente Letta le accettate assumendo l’interim del dicastero. Pratica chiusa, o quasi.

In una nota dichiara: “Mi dimetto da Ministro. L’ho deciso per la mia dignità: è la cosa più importante che ho e la voglio salvaguardare a qualunque costo. Ho deciso di lasciare un ministero e di lasciare un governo perché la mia dignità vale più di tutto questo ed è stata offesa da chi sa che non ho fatto nulla e avrebbe dovuto spiegare perché era suo dovere prima morale e poi politico. Non posso restare in un governo che non ha difeso la mia onorabilità”.

Era rimasta sola a difendersi in Parlamento l’esponente del NCD, ovvero di quel manipolo di ministri che per amor di patria e per il bene del Paese, era rimasto nel governo affondando il tentativo di Berlusconi di mandare tutti a casa qualche mese fa. Due pesi e due misure rispetto al caso Cancellieri, sembrerebbe questa la conclusione della vicenda. Epilogo differente, infatti, nel caso del guardasigilli, chiamata a rispondere di parzialità nella vicenda Ligresti emersa, anche in quel caso, da alcune intercettazioni. Eppure il caso aveva mandato in fibrillazione il governo Letta per una mozione di sfiducia presentata dal M5S. In quel caso Letta era rimasto al fianco della Cancellieri. La maggioranza si ricompattò e la mozione di sfiducia, respinta.

Unico a rimanere accanto alla De Girolamo, il vicepremier Alfano. Ma ne va della tenuta dell’ intesa che regge l’attuale compagine governativa Letta-Alfano. E’ di queste ore infatti la preoccupazione per una campagna acquisti da parte dell’ex premier Berlusconi che la rivorrebbe nuovamente tra le sue fila. Schifani si dice sicuro che l’ormai ex ministro resterà con il NCD. 

Intanto l’inchiesta che ha investito la sanità beneventana va avanti e il principale artefice di questo polverone politico, l’ex direttore dell’ASL Felice Pisapia, che ha intercettato la De Girolamo in maniera illegale, promette nuove rivelazioni.

Resta un profilo basso di una compagine governativa che, tra un’intercettazione ed un’altra, mostra tanti lati oscuri. Più che pensare di risollevare le sorti del Paese, ci pare accanimento terapeutico continuare così. Unica vera urgenza è fare la Legge elettorale che ridia potere vero ai cittadini e ritornare a votare.

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