Stamina, il No dei ricercatori italiani al nuovo comitato scientifico

Mauro FerrariContestato Mauro Ferrari per le sue dichiarazione alle “Iene”. Scrivono alla Lorenzin: “Comitato inutile”

Era lo scorso 28 dicembre quando il Ministro alla salute rendeva pubblici i nomi dei membri del nuovo comitato scientifico, che da lì a poco tempo avrebbe dovuto valutare l’efficacia del metodo Stamina e porre fine una volta per tutte alla vicenda. Ad un mese di tempo nulla è cambiato e del comitato scientifico non vi è stata nemmeno la costituzione ufficiale. E se è vero che i nomi ci sono, c’è da chiedersi il motivo dei tentennamenti del ministro Beatrice Lorenzin.

E’ bastato poco a riaccendere la fiamma delle polemiche su Stamina. L’intervista rilasciata alle Iene dal prossimo presidente del comitato, Mauro Ferrari, ha provocato le reazioni del mondo scientifico. A scrivere a Lorenzin è prima Paolo Bianco, direttore del Laboratorio Cellule Staminali dell’università la Sapienza di Roma, seguono poi anche i ricercatori italiani Silvio Garattini (direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano), Giuseppe Remuzzi (Istituto Mario Negri di Bergamo), Gianluca Vago (rettore dell’università di Milano) e Alberto Zangrillo (presidente della seconda sessione del Consiglio Superiore di Sanità).

Ma chi è Mauro Ferrari. Uno scienziato di fama internazionale: professore presso il Weill Cornell Medical College di New York, Presidente della Alliance for NanoHealth, Presidente e CEO dello Houston Methodist Research Institute, vice presidente esecutivo dello Houston Methodist Hospital. Questo il curriculum del nuovo presidente del comitato scientifico in pectore che alle Iene tra le altre cose aveva dichiarato di volere un Comitato Stamina trasparente come una “casa di vetro”.

Il servizio di AdnKronos Salute.

E queste le contestazioni recapitate al ministro:

”Caro Ministro, siamo estremamente preoccupati per le prese di posizione del professor Mauro Ferrari, che ieri parlando di Stamina ha detto in televisione alle ‘Iene’ che si tratta del ‘primo caso importante di medicina rigenerativa in Italia’, che questa è un’occasione per l’Italia di permettere alla scienza di arrivare prima di tutti in clinica e di essere il traino per il mondo.” Questo è solo l’inizio della lettera con cui i ricercatori si scagliano contro Ferrari, scienziato emigrato negli Usa e considerato il ‘re’ delle nanotecnologie applicate alla medicina.

”Il sostegno di chi dovrebbe essere il prossimo presidente della nuova commissione – prosegue la lettera – a programmi televisivi che hanno contribuito a disinformare in spregio a leggi, scienza e buon senso, fa pensare che la vicenda Stamina, che dovrebbe chiudersi il più rapidamente possibile in base a fatti gravissimi che ormai sono sotto gli occhi di tutti, denunciati dalle stesse famiglie e oggetto di interventi giudiziari, possa in qualche modo riaprirsi e tornare a far discutere. Con tutto quello che questo può comportare di danno agli ammalati e al nostro Servizio Sanitario“.

”Il ministro dovrebbe astenersi dal nominare un comitato inutile per effetto di una sentenza grottesca.  Ferrari è indispensabile in Texas, ma certamente dispensabile qui. Ci si chiede chi abbia indicato al Ministro il suo nome e perché.” Ha dichiarato Paolo Bianco qualche giorno fa.

Il parere dei ricercatori e degli scienziati sembra essere più che univoco. Per loro il caso Stamina deve chiudersi qui, senza alcuna verifica, senza che né Mauro Ferrari né nessun altro incontri le famiglie dei pazienti in cura a Brescia e soprattutto senza la costituzione di alcun comitato scientifico.

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