Osanna, a Pompei c’è il nuovo soprintendente

unnamedDocente presso l’Università degli studi della Basilicata

Pompei – È Massimo Osanna, direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici dell’Università della Basilicata, con sede a Matera, il soprintendente di Pompei, Ercolano e Stabia che ufficialmente succede a Teresa Cinquantaquattro, il cui incarico è giunto a scadenza oltre un mese fa.

Massimo Bray, ministro dei beni culturali e del turismo, ha incaricato Luigi Malnati, direttore generale per le antichità del ministero dei Beni culturali che aveva raccolto a sé le funzioni della soprintendente Cinquantaquattro (vai all’articolo), di avviare la procedura di assegnazione della nomina.

La designazione a Massimo Osanna, eseguita con la nota numero 1164, è stata fortemente voluta dal ministro Bray che è riuscito a collocare una figura esterna al MiBACT.
Classe 1963, nato a Venosa (Potenza), Osanna è professore di seconda fascia all’Università degli studi della Basilicata dove dirige la scuola di specializzazione in Beni archeologici. È stato soprintendente archeologico della Basilicata negli anni 2007 e 2008, direttore di studi presso l’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Paris, Professore di Archeologia classica presso l’Archäologisches Institut dell‘Università di Heidelberg e direttore responsabile della rivista Siris. L’archeologo lucano ha battuto un gruppo di candidati eccellenti quali: Emanuele Curti, collega dell’Università della Basilicata e Fabrizio Pesando, docente dell’Orientale di Napoli, entrambi esterni al dicastero e, cosa che ha creato stupore, ha sbaragliato la concorrenza all’interno del MiBACT che aveva proposto: Teresa Elena Cinquantaquattro, soprintendente uscente di Napoli e Pompei, Adele Campanelli, soprintendente di Salerno e provincia e Mario Pagano, soprintendente dell’Umbria.

Massimo Osanna è atteso da un compito non facile, ma di immenso prestigio e importanza – ha affermato Mauro Fiorentino, Rettore dell’Ateneo Lucano commentando la nomina – che gli permetterà di dimostrare ancora una volta tutto il suo valore, in uno scenario internazionale come quello di Pompei, unica al mondo, e bene prezioso da valorizzare e tutelare”.

FOTO: tratta da  coroplastic.cnr.it

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