Pillole di calcio. Napoli-Lazio: l’analisi tattica

tifosi-napoliIl Napoli batte la Lazio e raggiunge la Roma in semifinale di Coppa Italia. Il gol, quasi allo scadere, lo segna Higuain che ci aveva provato in tutti i modi senza successo. Gol fortunoso ma decisivo e il Napoli avanza.

FORMAZIONE. Il Napoli di sempre con Jorginho in cabina di regia accanto a Inler e con Insigne preferito a Mertens sulla trequarti. Marek dietro a Higuain perché Rafa, lo ha spiegato nel post partita, pur consapevole degli attuali limiti di condizione di Hamsik, non ha voluto rinunciare alla qualità dello slovacco dal primo minuto. La Lazio mette in campo tre attaccanti che fanno meno di 60 anni in tre e lascia fuori Klose, Candreva e Hernanes.

AVVIO. L’avvio sembra migliore rispetto alle ultime uscite e, di fatto, il Napoli gioca nettamente meglio rispetto ai primi 45 minuti di Bologna e a quelli contro il Chievo. Eppure, una volta ancora, non riesce a sbloccare la partita prima dell’intervallo. Primo tempo bloccato, insomma, ma con molto più Napoli che Lazio. A fine gara la Lazio avrà prodotto solo una vera occasione gol.

RIPRESA. Accade quello che si sta ripetendo nelle ultime settimane: il Napoli nel secondo tempo migliora molto, fisicamente ma soprattutto mentalmente e, di solito, trova il gol. Ieri, alla fine, ci ha pensato Higuain che non segnava su azione da 40 giorni circa e che trova una deviazione su un tiro di Callejon a dieci minuti dal triplice fischio.

HIGUAIN. Imbrigliato per lunghi tratti dai tre centrali laziali, si divincola come può. Va alla conclusione più di una volta e si procura pure un rigore per un fallo tanto stupido quanto netto di Novaretti. Alla fine è sempre lui che decide il match.

JORGINHO. Ci è piaciuto molto. E non solo per il palo e un’altra conclusione pericolosa ma soprattutto per la mole di gioco prodotta. All’esordio in maglia azzurra al San Paolo, e giocando per la prima volta in carriera in un centrocampo a due, mostra grande carattere: è il tipo di giocatore che non si nasconde dietro l’avversario ma che si propone continuamente. E verticalizza che è un piacere, alterna passaggio corto e lungo, orizzontale e verticale e gioca massimo a due tocchi. Un’ottima prova insomma, per noi il migliore in campo. E ne beneficia anche Inler.

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