Giornata del Ricordo dell’eccidio delle Foibe

foibeUn genocidio, perpetrato senza distinzioni politiche, razziali, sociali o di sesso ed età

Roma, 10 febbraio – Oggi si celebra il decennale della “Giornata del Ricordo” istituita con legge n.92 del 30 marzo 2004, in memoria della tragedia delle foibe, che provocò migliaia di vittime italiane e non. Oltre alle numerose morti, si ricordano anche tutti gli istriani, fiumani e dalmati, costretti all’esodo forzato dalla follia di quel periodo.

Con l’avvento del fascismo nel 1924 furono annesse alla Venezia Giulia le province di Gorizia, Trieste, Pola e Fiume, appartenenti al territorio jugoslavo. Dopo la capitolazione italiana con l’armistizio dell’8 settembre 1943, i partigiani di Tito iniziarono a combattere gli italiani per riappropriarsi delle terre loro tolte.

Già in quel periodo furono trovati alcuni corpi nelle foibe, ma l’apice del massacro si ebbe nel periodo tra il 1945 e il 26 ottobre 1954  (giorno dell’annuncio del ritorno di Trieste all’Italia). Fu un vero e proprio genocidio, perpetrato senza distinzioni politiche, razziali, sociali o di sesso ed età.

Le foibe sono delle cavità carsiche tipiche della zona costiera della Venezia Giulia che giungono fino al versante sloveno. Queste cavità simili a pozzi, sono così profonde che talvolta possono confluire in torrenti come quello del Pisino.

I numeri sono impressionanti. Si parla di quasi 150mila vittime infoibate, e circa 350mila gli Italiani costretti a fuggire dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia per sfuggire al massacro.

Numerosi i movimenti che sono nati per ricordare l’eccidio, come il Movimento nazionale Istria Fiume Dalmazia, il Comitato 10 Febbraio, l’ADES (Amici e Discendenti degli Esuli Giuliani, Istriani, Fiumani, Dalmati), i ragazzi di Lealtà e Azione di Milano e dintorni che da diversi anni organizza una serie di iniziative di sensibilizzazione.

Le iniziative previste quest’anno indicate dal Comitato 10 febbraio sono il Concerto solenne presso la Basilica S. Andrea della Valle a Roma alle ore 21,00 con ingresso libero; mentre nelle Sale della Sacrestia e del Cenacolo di Montecitorio si svolgerà la mostra rievocativa delle vicende che hanno segnato Trieste dal 1945 al 26 ottobre 1954.

Nel dicembre 2013 lo spettacolo di Simone Cristicchi dal titolo Magazzino 18, scritto insieme al giornalista Jan Bernas sul tema delle foibe ha ricevuto polemiche e qualche fischio, nonostante il lavoro sia stato svolto in seguito ad una accurata ricerca storica. Ancora oggi sono in molti a voler ignorare l’accaduto,  giustificandosi con appartenenze politiche o ideologiche.

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