Un altro rinvio per i dei due marò. La difesa chiede di far tornare Latorre e Girone a casa

maròProssima udienza 18 febbraio

India, 10 febbraio – Oggi alle unidici ora indiana, mentre gli italiani erano ancora immersi nel sonno, la Corte Suprema dell’India si è pronunciata riguardo al caso che vede coinvolti Salvatore Latorre e Massimiliano Girone, i due marò italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani. La decisione è stata un nuovo rinvio, il ventisettesimo. La prossima udienza è fissata per il 18 febbraio.

Tutto è cominciato il 15 febbraio 2012, quando i marò a bordo della petroliera Enrica Lexie respingono un attacco di pirati diretto contro la stessa a largo delle coste del Kerala. Successivamente i due soldati vengono arrestati dalle autorità indiane e accusati di aver provocato la morte di  Valentine Jalstine e Ajesh Binki, morti lo stesso giorno per ferite da arma da fuoco. Latorre e Girone si sono difesi sostenendo di aver sparato solo colpi di avvertimento. Da allora i due marò sono detenuti in India.

Tra Italia ed India è in corso una controversia internazionale. Il nostro Paese sostiene, infatti, che essendo i due soldati in acque internazionali su una nave battente bandiera italiana, la giurisdizione legittimata a pronunciarsi sul caso è quella italiana. L’India, di contro, ritiene che sia la sua di giurisdizione legittimata a decidere, in quanto i due marò si sarebbero trovati in quella zona conosciuta in diritto internazionale come fascia contigua.

La decisione è stata già rinviata 26 volte e, a testimonianza della controversia del caso, sono stati due (e non uno) i giudici chiamati a pronunciarsi. La procura generale indiana, ha presentato un’ipotesi d’accusa in base alla Sua Act in versione attenuata. La Sua Act è una legge anti-pirateria che prevede come massima pena quella di morte, ma per il caso dei due marò la massima pena sarebbe di dieci anni di carcere.

La difesa di Latorre e Girone, ha però reagito con veemenza alla richiesta, in quanto i due non sono pirati, ma militari italiani. Il legale, Mukul Rohatgi, ha chiesto alla corte di far tornare i due marò a casa.

Anche Enrico Letta con un tweet dichiara il capo d’accusa “inaccettabile”, aggiungendo: “L’uso del concetto di terrorismo è da rifiutare in toto. Italia e Ue reagiranno”.

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