Movimento Disoccupati Bros, 25 misure restrittive

Violenze e occupazioni per ottenere sussidi e lavoro

movimento brosNapoli, 13 febbraio – La Procura della Repubblica, tramite il gip della questura di Napoli, ha ordinato misure restrittive per 25 persone appartenenti al “Movimento Disoccupati Bros”.

Gli agenti hanno notificato a 10 dei 25, gli arresti domiciliari e agli altri 15 è scattato l’obbligo di non allontanarsi dal luogo di dimora. L’inchiesta, guidata dalla Digos di Napoli, riguarda le ipotesi di reato di partecipazione ad associazione per delinquere allo scopo di commettere delitti che avrebbero minato l’incolumità pubblica, l’ordine pubblico e pubblica amministrazione.

L’indagine riguarda i fatti avvenuti durante le manifestazioni dal 2010 al 2014 e, secondo la procura, riguarderebbe un ristretto gruppo di persone appartenenti ai disoccupati organizzati che avrebbe messo su una sorta di associazione avvezza all’uso della violenza per ottenere i vari sussidi e contributi che la Regione mette a disposizione dei disoccupati.

“Ci vuole il morto!” oppure “se non si fa un reato serio qua il lavoro non esce” queste alcune frasi emerse nelle conversazioni telefoniche e ambientali tra gli indagati intercettate dagli agenti della Digos.

Secondo il procuratore delle Repubblica aggiunto, Giovanni Melillo, alcuni membri del Movimento organizzavano blocchi ferroviari, occupazione di uffici pubblici, musei e incendi di cassonetti e autobus. Ed ancora, hanno devastato uffici di partiti politici e opere pubbliche affinché la pubblica amministrazione rivedesse le proprie scelte sui destinatari dei fondi assistenzialistici delle politiche sociali.

Una nota pubblicata dai precari del Bros dichiara che queste misure cautelari sono state formulate solo per intimidire e reprimere le lotte dei disoccupati e mettere a tacere una realtà non solo napoletana ma dell’Italia intera che è quella della disoccupazione. La nota conclude annunciando la presenza dei disoccupati il 20 febbraio a Roma per continuare a chiedere chiarezza su tutta la vicenda.

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