Governissimo. In attesa di un nuovo slogan, il Parlamento si prepara per l’addio al Governo del fare

Dimissionato Letta, Centrodestra e Centrosinistra ancora insieme per evitare il giudizio popolare

Renzi e LettaIl Governo Letta è andato al tappeto. Il giorno di San Valentino il Premier, Enrico Letta ha presentato le sue ufficiali dimissioni irrevocabili. Certo non un fulmine a ciel sereno come, un po’ tutti si aspettavano che questo governo cadesse, anzi per molti era già un miracolo averlo visto in piedi finora.

Si era annunciato come Governo del fare, e qualcosa di buono, nonostante gli scandali che ha dovuto superare come quello relativo alla Cancellieri, ha tentato di fare. Non è stato un governo voluto dagli italiani ma una coalizione figlia della estrema divisione tra le forze politiche in parlamento. Pd, Pdl e M5s all’indomani delle elezioni avevano le percentuali quasi equamente divise che si aggiravano tutte intorno al 30%.

Il governo potrebbe ora continuare ad esistere anche senza Letta sempre sotto l’insegna di un Pd coalizzato con il Pdl e pronto ad affidare le redini di questa nuova, ma già logora, legislatura a Matteo Renzi.

Il popolare sindaco di Firenze dovrà decidere il da farsi proprio nei prossimi giorni, certo il Pd è compatto sulla scelta: tutti uniti con Matteo Renzi Premier. D’altronde non è certo una novità che il sindaco di Firenze abbia avviato già da tempo una profonda collaborazione con Silvio Berlusconi che, per la prima volta nella sua storia, a gennaio era addirittura andato a far visita al segretario del Pd nella sua sede.

Saranno adesso giornate decisive per la scelta finale e il consueto toto ministri. Ma ormai una cosa è certa, il Partito Democratico ha tutte le intenzioni di continuare con il governissimo. Dopo la sua rinuncia alla carica di Sindaco di Firenze le quotazioni di Renzi sono schizzate in alto ed ora si aspetta soltanto l’ufficialità. Difficilmente le consultazioni con Giorgio Napolitano daranno un verdetto diverso da quello atteso, sarà ancora coalizione fino al 2018 tra destra e sinistra. Il problema renziano sarà poi dimostrare, alle prossime elezioni, che il Pd non avrà niente a che fare con il Pdl per non perdere i voti dei convinti sostenitori del partito. C’è anche il rischio che l’esecutivo attuale possa rovinare l’immagine, per ora ancora immacolata, dell’ormai ex-sindaco di Firenze, non proprio un dettaglio trascurabile.

La speranza è quella di vedere un governo che sia davvero “del fare” e non che abbia come obiettivo la fittizia eliminazione dell’Imu per poi rivederla cambiare nome per essere propinata al contribuente come novità. 239 giorni dopo potrebbe essere il continuo di un film già visto oppure un’inversione di tendenza che non ha eguali nella storia.

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