Regione Campania. Futuro incerto per i lavoratori delle Partecipate

Sviluppo Campania in difficoltà e dovrebbe gestire liquidazione partecipate

regione campania insegnaSlittata la presentazione del piano per la messa in liquidazione delle partecipate della Regione Campania. Nell’incontro tenutosi il 28 gennaio scorso in via Santa Lucia tra il Alessandro Gargani amministratore di Sviluppo Campania, le sigle sindacali, l’assessore al Lavoro Severino Nappi ed i rappresentanti della aziende in liquidazione, non si è giunti alla concretizzazione del piano rimasto per il momento solo in fase orale senza le analisi e le valutazioni delle quali necessita.

Sviluppo Campania è una società con capitale interamente pubblico ma con una propria personalità giuridica, che in base alla legge 15 del 30 ottobre 2013 dovrebbe assorbire quelle società partecipate della Regione Campania secondo il piano sulla razionalizzazione della spesa pubblica.

Alcune delle partecipate coinvolte sono la Tess, la Campania innovazione e la Digit Campania, che da anni attendono il giudizio finale sulle loro sorti, specialmente per quanto riguarda quelle dei lavoratori.

Il piano che presenterà Sviluppo Campania dovrà essere approvato dai sindacati, esaminato da un comitato di tecnici regionali,  passare al Dipartimento regionale delle Attività produttive per giungere infine in giunta per l’approvazione.

Il lungo iter burocratico trova un ulteriore intoppo nelle sorti stesse della società Sviluppo Campania che a settembre 2013 veniva dichiarata in crisi proprio dall’amministratore unico Alessandro Gargani e dal direttore generale Eugenio Gervasio. Secondo quanto dichiarato le perdite della società Sviluppo Campania ammontavano ad oltre 800mila euro la cui causa doveva essere ricercata negli scarsi incentivi da gestire oltre al costo dell’organico aumentato secondo le disposizioni giudiziarie.

Sviluppo Campania secondo il provvedimento del 2007 di Invitalia che dispone di dismettere le società regionali, si è trovata a dover assorbire nel 2011, come trasferimento alla Regione Campania, 58 dipendenti e tre incubatori in comodato d’uso per venti anni. La Giunta Caldoro in quel periodo assegnò alla società la gestione del Microcredito ma ben presto i fondi a disposizione finirono in più il ministero chiuse l’attività del titolo II della legge 185 del 2000 (che riguarda gli incentivi alle piccole imprese) minando ancor di più l’operato della società i cui costi aumentavano e le entrate si riducevano drasticamente. Lo scorso 15 ottobre la giunta regionale deliberava:” […] la ricapitalizzazione di Sviluppo Campania per 1 milione anche per ripianare le perdite maturate e il conferimento di beni immobili del patrimonio disponibile regionale in misura non inferiore a 5 milioni”.

Si attende ora lo sblocco della vicenda in quanto i lavoratori della Tess inattivi dalla fine del 2012 sono in attesa il rinnovo della cassa in deroga scaduta a dicembre 2013. Preoccupazioni da parte dei sindacati per le fasi ancora interlocutorie e non ancora chiare circa il numero di lavoratori da reimpiegare e le tempistiche delle decisioni.

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