Bonifica dell’ex Italsider di Bagnoli: disastro ambientale e truffa ai danni dello Stato

19 ex dirigenti di Bagnolifutura a processo, il 3 aprile sul banco degli imputati

OLYMPUS DIGITAL CAMERANapoli, 18 febbraio – Il caso dell’ex Italsider di Bagnoli per la mancata bonifica dell’area arriva in tribunale. Lo ha deciso ieri il giudice per le indagini preliminari Francesco De Falco Giannone rinviando a giudizio 19 persone tra cui i due ex vice sindaci di Napoli, Rocco Papa e Sabatino Santangelo che nel corso del loro mandato hanno coperto inoltre il ruolo di presidenti pro tempore di Bagnolifutura.

Sul banco degli imputati compariranno anche l’ex direttore generale del Ministero dell’Ambiente, Gianfranco Mascazzini e gli ex direttori generali di Bagnolifutura Mario Hubler e Carlo Borgomeo.

A seguire il caso è il pm della Procura di Napoli Stefania Buda che ha richiesto di procedere penalmente nei confronti di ex amministratori e dirigenti della società Bagnolifutura e i due ex vicesindaci di Napoli sui quali pesa l’accusa di truffa ai danni dello Stato e disastro ambientale. Il pm esporrà le motivazioni dell’accusa nel processo il cui esordio è previsto per il 3 aprile prossimo con la prima udienza dinanzi il collegio B della sesta sezione del Tribunale di Napoli.

Restano fuori dal processo i fratelli Raffaele Iorio, ingegnere responsabile della verifica dell’avanzamento dei lavori di bonifica, e Maurizio Iorio, ingegnere responsabile del controllo trattamento e processi di bonifica che rispondevano del reato di false certificazioni e miscelazioni di rifiuti per l’anno 2007. Il pm aveva richiesto il rinvio a giudizio anche per questi ultimi due, per un totale di 21 persone, ma il gup De Falco Giannone ha ritenuto di procedere solo nei confronti degli altri 19 indagati.

Le indagini svolte dalla Procura di Napoli avrebbero accertato che le certificazioni di bonifica effettuate sull’area dell’ex Italsider a Bagnoli erano false e che nella sostanza la bonifica non aveva avuto mai avvio. A supporto della tesi accusatoria della Procura ci sono varie intercettazioni telefoniche che hanno dimostrato le varie complicità per l’emissioni delle false certificazioni di bonifica. Addirittura in alcuni punti è stato riscontrato un aumento dell’inquinamento rispetto a cinque anni prima, relativi al periodo in cui furono eseguiti i primi carotaggi per bonificare il terreno di Bagnoli dal materiale ferroso e cancerogeno depositatosi negli anni a causa del “mostro”. Dichiaravano spudoratamente di ripulire Bagnoli ed invece continuavano ad usarla come la pattumiera di Napoli, mischiando nel terreno idrocarburi e residui di petrolio.

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