Pillole di calcio. Swansea Napoli: l’analisi tattica

Il Napoli pareggia a reti bianche contro lo Swansea nell’andata dei sedicesimi di finale di Europa League. Prova sottotono degli azzurri che non pregiudicano minimamente il passaggio del turno

tifosi-napoliFORMAZIONE. Tre quarti della difesa rinnovati e la coppia di centrali che non hanno mai giocato insieme (Henrique e Britos) creano qualche dubbio in partenza. A centrocampo Inler e Dzemaili con Jorginho fuori dalla lista di Europa League e Behrami non al meglio (risentimento al polpaccio). In avanti riposa Mertens.

SWANSEA. Monk schiera i suoi con un 4-2-3-1 speculare a quello di Benitez. Si diceva che i gallesi fossero la più spagnola tra le squadre di Premier ed è verissimo: tante trame palla a terra, buoni disimpegni in uscita, ordine tattico e, a dire il vero, anche tante occasioni pericolose.

RAFAEL-REINA. I portieri del Napoli sono forse i migliori in campo e questo non è un bel segno. Eccellente il brasiliano nel primo tempo (esce nell’intervallo per una distorsione al ginocchio), bene lo spagnolo che compie un paio di interventi nel finale.

ESTERNI. Insigne ottimo, Callejon non pervenuto. Lorenzo gioca molto bene, in modo più utile che appariscente. Si distingue in fase offensiva ma è soprattutto in fase di non possesso che fa la differenza. Tanti e profondi i suoi ripiegamenti , sia al centro del campo che sulla fascia di competenza, e tutti utilissimi. Callejon, reduce dal riposo di domenica scorsa causa squalifica, avrebbe potuto fare molto di più.

BENITEZ. Non la migliore prestazione dell’allenatore spagnolo che rischia mandando in campo una difesa inedita ma vince la scommessa. Vero è che molto hanno fatto i portieri ma il Napoli, ad ogni modo, gol non ne ha presi. E, si sa, Benitez conferisce un’importanza straordinaria al fattore campo nelle sfide su 180 minuti di cui è maestro.

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