Corte dei Conti: il Comune di Napoli è fallito per l’incapacità di riscuotere i tributi

Registrata evasione record, uno su due non paga tasse

Luigi-De-MagistrisNapoli, 22 febbraio – La Corte dei Conti ha rilevato che, nel periodo intercorrente il 2009 e il 2011, i tributi dalla Tarsu all’Ici/Imu e le contravvenzioni per le infrazioni al codice della strada presentano un tasso d’evasione superiore al 50%. Un dato di cui è impossibile non tenere conto considerando che, nel bilancio relativo al 2012 “le stesse voci pesano per l‘88% delle entrate correnti: 1,15 miliardi”.

La magistratura contabile ha ravvisato, inoltre, un andamento particolarmente consistente, soprattutto negli ultimi anni, nella cancellazione delle multe stradali, con una percentuale pari al 30%. Di conseguenza, appare evidente che l’inadeguatezza dimostrata nella riscossione dei tributi sia un vero e proprio problema strutturale che va ad incidere fortemente sulle possibilità di autofinanziamento del Comune stesso.

Dal canto suo, il sindaco Luigi De Magistris è pronto a chiedere al Governo un decreto Salva Napoli per mettere in salvo le sorti della città, come quello richiesto in precedenza per Roma. “Fa rabbia anche a chi come me pensa che non si debba andare a Roma con il cappello in mano –  ha dichiarato il sindaco – che prima Alemanno poi Marino ottengano una legge speciale per la capitale e invece per Napoli ci si giri dall’altra parte”.

La Corte dei Conti ha registrato che le inadempienze sono dovute alle amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni. Già nel 2011 “una revisione straordinaria dei residui attivi e passivi ha generato un disavanzo di amministrazione di 850 milioni, poi rivisto l’anno dopo in sede di rendiconto a 783 milioni”. Ma anche dopo questa maxi-svalutazione, a fine 2013, i magistrati volevano ulteriori delucidazioni visto che il rendiconto “continuava a presentare una rilevante massa dei residui attivi del titolo I e III (imposte quali Tarsu e Imu e multe) per 1,24 miliardi”. Precisazioni che dal Comune non sono arrivate, almeno per quanto riguarda “la capacità di riscossione” di quei crediti.

Nonostante la difficile situazione, De Magistris si dichiara insoddisfatto per “essere sottoposti da un anno e mezzo a un piano di riequilibrio che ci ha costretti ad alzare le tasse, applicare norme che non condividevamo”. La Corte ha però rilevato che le dismissioni immobiliari, previste dal piano, avrebbero dovuto generare 730 milioni di ricavi, in grado di colmare di per sé quasi tutto il disavanzo dichiarato da Palazzo San Giacomo, ma in realtà i magistrati hanno denunciato anche in questo caso la mancanza di un dettagliato programma, il che evidenzierebbe “l’assenza, da parte dell’Ente, di un effettivo controllo delle operazioni poste in essere e di quelle da intraprendere”.

Inefficienze sono state ravvisate inoltre, anche a proposito delle spese del personale risultate al di sopra del limite posto al 50% delle uscite, come disposto dalla legge. Secondo la magistrature, le previsioni di costi del personale sono sottostimate dai 52 milioni del 2014 ai quasi 100 del 2022 e questo desta delle evidenti preoccupazioni. Un errore che “costituisce non solo un indice di una difficoltà dell’ente a rispettare le ottimistiche quanto irrealistiche non realistiche previsioni, ma soprattutto incide in modo preoccupante sugli equilibri del bilancio”. Tutte queste inadempienze nella rendicontazione portano il presidente della Sezione Regionale di Controllo per la Campania, Ciro Valentino, a firmare la delibera che rifiuta il piano di rientro del Comune.

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