Processo Mills. La giustizia proscioglie Berlusconi per prescrizione di reato.

Deluse ambo le parti durante l’ultima udienza del processo Mills. Tutti scontenti, il verdetto non ha condannato nessuno. Si è chiuso un brutto capitolo di storia per la giustizia italiana perchè il caso si risolve in prescrizione. Il processo Mills è iniziato il 13 marzo 2007, dove vedeva coinvolti come imputati l’ex premier Silvio Berlusconi e l’avvocato inglese David Mills (in foto), accusati di corruzione in atti giudiziari. L’accusa ha formulato l’ipotesi che Berlusconi abbia versato all’ avocato inglese 600 mila euro in cambio di informazioni riguardanti altri due processi: All Iberian e tangenti alla Guardia di Finanza che risalivano agli anni ’90. L’estinzione del reato è già avvenuta da 10 giorni secondo quanto scritto nel verdetto ma solo durante la seduta in camera di consiglio,  il giudice Francesca Vitale rende noto il contenuto: “La corte proscioglie Berlusconi Silvio dal reato ascrittogli per intervenuta prescrizione”.

Questa sentenza non soddisfa nessuno. Non si comprende il motivo per il quale non si sia giunti ad una conclusione concreta, un verdetto che appare scontentare ambo le parti. Il Pm Fabio De Pasquale aveva chiesto che Berlusconi fosse condannato a cinque anni di carcere ma ora, questo verdetto, scontenta anche lui. Un esponente del Pdl fa sapere che il Cavaliere, avvertito dai suoi legali, in un primo momento si dichiara soddisfatto. Successivamente, Berlusconi, rilascia una dichiarazione che lascia recepire il suo stato d’animo, contento da un lato, amareggiato dall’altro:  “Non mi restituisce le amarezze per l’impressionante sequenza di assurdità giuridiche che ho dovuto subire in questi mesi, un vero e proprio calvario su cui tutti dovrebbero riflettere. Si è celebrato un processo inventato nel quale non sarei mai dovuto essere tirato in ballo, una vera e propria caccia all’uomo”, ha confidato.

D’altro canto, l’avvocato David Mills, accusato di essere stato corrotto, fa trasparire un’enorme soddisfazione:  “Sono molto contento. Una condanna sarebbe stata scorretta. Avrei preferito, un’assoluzione sia per me che per Berlusconi perché i documenti sono unanimi: la prescrizione non è il miglior risultato, ma è molto meglio di una condanna”. Il legale inglese considera Berlusconi come una vittima del processo. Infatti asserisce che, per colpa di un suo errore, è stato accusato il Cavaliere ed è stato coivolto anche s’è innocente. Inoltre dichiara che più volte ha presentato all’ex premier le sue scuse.

Lo stesso Angelino Alfano commenta la notizia in un primo momento soltanto su Twitter. Poi sul suo blog di Facebbok fa sapere il suo intento rilasciando una dichiarazione un po’ più corposa:  “E’ finita la folle corsa del PM ed il tentativo di taroccare anche il calcolo dei tempi di prescrizione pur di ottenere una condanna, solo morale, di Berlusconi. Chiederò in Parlamento di sapere in quanti altri casi i processi a rischio di imminente prescrizione vengono trattati con questo impressionante schieramento di uomini e risorse, pagate dai cittadini che si aspettano sentenze giuste che possano essere eseguite. Ma sono già sicuro che vi saranno ben pochi precedenti. Speriamo, adesso, che i Giudici di Appello possano esaminare più serenamente le ragioni della difesa, mortificate dalla fretta di finire il processo prima della prescrizione che tutti sapevano essere inevitabile”.

Il Pd – tramite la capogruppo Donatella Ferranti – afferma che si tratta di una sconfitta dello Stato: “A furia di leggi ad personam e di fantomatici legittimi impedimenti siamo al paradosso dell’esistenza di un corrotto senza corruttore. Non voglio commentare ulteriormente questa sentenza, mi auguro però che sia da stimolo per riformare il nostro sistema penale. Non è infatti accettabile che pochi privilegiati possano usufruire di incarichi istituzionali e mettere in campo pratiche dilatorie, peraltro del tutto avulse dalla sfera della garanzia del diritto di difesa, per mandare in fumo processi su cui si gioca la credibilità del paese. Come ha recentemente dichiarato il vicepresidente del Csm, la prescrizione di un reato di corruzione è sempre una sconfitta per lo Stato, chiunque sia l’imputato. Oggi lo Stato ha perso”.

Lo stesso Pierluigi Bersani – segretario del partito PD – dichiara: ” Se Berlusconi cerca l’assoluzione, può sempre rinunciare alla prescrizione. Credo che l’avvocato Ghedini lo sappia”. Inoltre incalza: ” Mentre si perdeva tempo con artifici vari, leggittimi impedimenti per far scorrere il tempo ed impedire la sentenza, il nostro Paese stava andando verso il disastro produttivo, sociale e finanziario.” Ora noi ci chiedialo: “In questi lunghi cinque anni di indagini, perchè non si è venuto a capo in tempo di questa situazione?”. Occorre che i reati di corruzione abbiano tempi più lunghi di prescrizione. Questa è già una proposta di legge presentata al Parlamento dal Leader del partito PD, Pierluigi Bersani.

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