Il carcere di Salerno base operativa per continuare a delinquere

Missive estorsive inviate dalla cella, cellulari per comunicare con l’esterno. Indagato ex agente di polizia penitenziaria

carcere estorsioniSalerno, 26 febbraio – Un gruppo di 7 persone, alcune in carcere, avrebbero ordinato almeno 7 estorsioni nei confronti di imprenditori e commercianti che operavano nella zona dei Piacentini e in Piana del Sele. Gli indagati si sarebbero conosciuti nel carcere di Salerno e da lì avrebbero commissionato il crimine: scrivevano lettere ai fini estorsivi.

Il gip del tribunale di Salerno ha emesso nella mattinata di ieri l’ordinanza di custodia cautelare, eseguita dalla Squadra mobile insieme alla polizia penitenziaria di Salerno. L’ordinanza è stata emessa anche all’indirizzo di Giovanni Arcaro, ex agente di polizia penitenziaria e in pensione dal 2013, che al momento dei fatti svolgeva servizio proprio presso la Casa Circondariale di Fuorni col ruolo di intermediario con l’esterno del carcere facendo anche arrivare agli indagati telefoni cellulari grazie ai quali poi potevano ricevere ordini dalle famiglie camorristiche.

E’ proprio grazie al ritrovamento di questi apparecchi che sono partite le indagini nel 2012 da parte della squadra mobile diretta dal vice questore De Salvo. Le minacce sarebbero circa 15 soprattutto rivolte a commercianti e imprenditori edili. La richiesta di denaro si aggirerebbe intono ai 20 – 30 mila euro. L’accusa è stata emanata nei confronti di noti camorristi: Antonio De Feo e Giuseppe Capo (che scrivevano lettere dal carcere), detenuti in un carcere di massima sicurezza dal 2012. Gli altri sono Felice Carraturo, Michele Oscar Carratelli, Leonilda Curti e Anna Iuliano i quali, all’esterno del carcere, eseguivano gli ordini.

A Leonilda Curti, compagna di Giuseppe Capo, veniva consegnato il denaro delle estorsioni. Tutti sono finiti in carcere. Solo a Anna Iuliano sono stati concessi gli arresti domiciliari perché sarebbe coinvolta in un solo episodio. Porcaro è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Disposte anche perquisizioni nei confronti di altri indagati  – 15 in tutto – per i quali non è stata emesso, per ora, alcun provvedimento di custodia cautelare.

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