Il Pd e i miracoli di de Magistris. Botta e risposta tra il rivoluzionario arancione e i democrat partenopei

Carpentieri: “Il confronto con il Pd a cui il Sindaco fa riferimento dev’essere oggi inteso come rapporto dialettico nell’interesse della Città”

de magistris bandanaNapoli, 26 febbraio – Dopo tanto tuonare contro il Partito Democratico, venne il giorno del ravvedimento operoso in vista delle regionali. Ebbene sì, in due anni e mezzo di malgoverno della città, al limite della bancarotta, durante i quali il primo cittadino partenopeo non ha lesinato commenti e dichiarazioni al vetriolo nei confronti dei cugini piddini, oggi la svolta, brusca, a 180°.

Dietrofront, il Pd è un partito da sposare per battere Caldoro alle prossime elezioni regionali. Una dichiarazione d’amore tutt’altro che disinteressata la sua, che prende spunto dal nuovo scenario politico nazionale. Ovviamente De Magistris sa che per salvare la città dalla bancarotta dovrà bussare alla corte di Renzi, il quale da sindaco di Firenze, prima che premier novello, potrebbe concedere aiuti disinteressati a patto che all’ombra del Vesuvio non vi sia un sindaco che da una parte chiede aiuto al Pd e dall’altro randella mediaticamente i democrat partenopei per un passato, nemmeno tanto remoto e mai dimenticato, di malgoverno della città e della regione.

In un’intervista rilasciata a “Il Mattino”, il sindaco dichiara: “Sarebbe assurdo andare divisi contro Stefano Caldoro, serve in Regione una guida autorevole, c’è stato troppo immobilismo. Così come trovo incredibile che non si riesca a trovare un percorso condiviso con i democratici. Io sono pronto a un’alleanza politica ed elettorale e credo che la primavera sarà importante per capire tante cose”.

Braccia tese al Pd, o abbraccio mortale? Di sicuro un’apertura con un duplice obiettivo: salvare la poltrona traballante di sindaco di una città sull’orlo di una crisi finanziaria e defenestrare Stefano Caldoro da presidente della Regione Campania.

La replica di Venanzio Carpentieri, segretario provinciale del Pd di Napoli non si è fatta attendere, ed in una nota si è affrettato a precisare: “E’ condivisibile l’auspicio del sindaco di avere un centrosinistra compatto in occasione delle regionali 2015. E’ un obiettivo al quale il Pd provinciale, per la propria parte, ha già cominciato a lavorare e che conta di portare avanti con nuova segreteria regionale. Di contro, appaiono affrettate le conclusioni cui il sindaco perviene in merito alla sua ricandidatura alle prossime comunali. Dal nostro punto di vista, il confronto con il Pd a cui il Sindaco fa riferimento dev’essere oggi inteso come rapporto dialettico nell’interesse della Città, che non può non passare da una seria presa di coscienza del suo stato di salute”.

E a riguardo della pronuncia della Corte dei Conti sul piano per l’uscita dal predissesto, il segretario Pd ha aggiunto: “Oltre al giudizio negativo sull’adeguatezza e la credibilità degli strumenti e delle tempistiche che il Comune ha immaginato di utilizzare per evitare il baratro del dissesto, dalla relazione dei giudici contabili emerge con drammatica evidenza lo stato di profonda difficoltà in cui versa Napoli in settori cruciali quali la solidità finanziaria, i costi del personale, la gestione del patrimonio e delle partecipate. Temi questi che richiedono un approccio alla risoluzione ispirato a rigore, serietà ed umiltà”.

Quell’umiltà che fino ad oggi ha difettato a Luigi De Magistris che nell’intervista ha dichiarato: “Rispetto alla situazione ereditata, pesantissima, senza precedenti, ho fatto miracoli. Se uno mi avesse chiesto se dopo due anni e mezzo avrei centrato risultati come l’acqua pubblica, l’internalizzazione del patrimonio, il riordino delle partecipate – e penso alla holding dei trasporti – e altri obiettivi come aver posto fine all’emergenza rifiuti, aver detto no alle esternalizzazioni, e per di più, in questo momento di crisi, non aver licenziato nessun dipendente, ebbene avrei risposto di no”.

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