Gli studenti di Casal di Principe in prima linea per combattere i reati ambientali

In attesa dell’approvazione anche al Senato del ddl sui nuovi delitti contro l’ambiente

studenti-ambientePartirà ufficialmente oggi primo marzo il progetto che vede il coinvolgimento di giovani studenti delle scuole superiori impegnati in prima linea nella lotta allo sversamento illecito di rifiuti. Saranno sentinelle attente in difesa dell’ambiente e a tutela del proprio territorio, gli studenti dell’Itc di Casal di Principe in provincia di Caserta. Il loro compito, come gruppo ecologico, composto dagli alunni delle seconde classi, sarà di riferire alle istituzioni ogni abuso ambientale che andranno a riscontrare durante i loro giri di perlustrazione.

Si muoveranno a piedi, controllando le zone di Casal di Principe in cui è più alta la probabilità che vengano utilizzate come discariche abusive. Saranno interessate dal controllo dei giovani guardiani dell’ambiente, le aree periferiche della città con un occhio attento principalmente alle strade di campagna della zona. Il progetto, sviluppato in collaborazione con Fare ambiente, sezione di Casapesenna, sarà presentato l’1 marzo alle ore 9 presso l’istituto Itc di Casal di Principe in via Moscati. All’incontro prenderanno parte il coordinatore provinciale Gennaro Caserta, il comandante del Corpo forestale, don Franco Picone ed il comitato Don Peppe Diana.

Parte dai giovanissimi il desiderio di riscatto, di riqualificazione ambientale del territorio, strappandolo a chi ha creduto per anni che quella fosse terra di nessuno, in cui è stato lecito abbandonare lungo le strade della periferia i rifiuti scomodi da gestire per i costi di smaltimento. La bella iniziativa, coraggiosa, in considerazione dell’età dei ragazzi che si apprestano ad essere il tramite tra istituzioni e territorio e vista la presenza della criminalità che gestisce il traffico e lo sversamento in discariche abusive a cielo aperto dei rifiuti speciali, prende il via in concomitanza con l’approvazione alla Camera dei nuovi reati ambientali che saranno introdotti nel codice penale dopo aver ottenuto anche l’approvazione al Senato.

Si ridefiniscono i reati ambientali con l’introduzione nel codice penale di quattro delitti contro l’ambiente. Sarà punito con una pena fino a 15 anni di carcere chi commette il reato di disastro ambientale, fino a 6 invece e con il pagamento di una multa che può arrivare fino a 100mila euro, chi si macchia del reato di inquinamento ambientale o traffico e abbandono di materiale di alta radioattività/strong>. Rischia la reclusione, fino a 3 anni, anche chi nega o ostacola i controlli ambientali. Il pacchetto di norme, che raddoppia i termini di prescrizione del reato, prevede anche l’introduzione dell’aggravante eco mafiosa, nei casi in cui è dimostrata l’associazione a delinquere nel commettere reati contro l’ambiente o l’infiltrazione di associazioni a carattere mafioso negli appalti pubblici in materia ambientale. Di notevole rilievo per la bonifica delle aree inquinate è l’applicazione della confisca obbligatoria dei profitti derivanti dal reato ambientale.

FOTO: tratta da www.ilmattino.it

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