Beatrice Lorenzin confermata Ministro della Salute, tra giochi di ruolo e polemiche

42 anni, diplomata al liceo classico, soprannominata la Meg Ryan di Roma

LorenzinGià Ministro della Salute durante il governo Letta, è stata riconfermata dal nuovo premier Matteo Renzi. Beatrice Lorenzin è la quinta donna a ricoprire questo incarico, dopo Tina Anselmi, Maria Pia Garavaglia, Rosy Bindi e Livia Turco. Una buona notizia dunque, per tutti quelli che auspicavano una maggiore presenza delle quote rosa al governo. Tuttavia è il percorso professionale della Lorenzin a destare qualche perplessità.

Un curriculum piuttosto scarno, per essere a capo di uno dei ministeri più importanti e delicati. Nata a Roma il 14 ottobre 1971, si diploma al liceo classico. Intraprende la sua carriera politica nell’ottobre 1997 con l’elezione al Consiglio del XIII Municipio di Roma, nella lista di Forza Italia. Nel maggio 2001 è eletta Consigliere comunale di Roma. Tra il 2005 e la metà del 2006 è Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario all’Informazione, Comunicazione e Editoria presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Nel 2008 è eletta alla Camera dei deputati nella lista PDL. Incarico, che le viene nuovamente confermato con le elezioni del 24 e 25 Febbraio del 2013. Ha svolto tutta una serie di incarichi politici, ma mai nessuno che riguardasse neanche lontanamente la sanità.

Soprannominata la Meg Ryan di Roma, organizza le Governiadi, gioco di ruolo per giovani aspiranti politici che, riuniti una volta l’anno sul Lago di Bolsena, fingono di amministrare comuni, Stati o imprese e devono raggiungere risultati, aggirando ostacoli e imprevisti. Nell’occasione Beatrice si scatena, cantando, ballando e rilasciando interviste.

La conferma del suo incarico ha suscitato molte polemiche, come la sua prima elezione del resto. Sono molti a chiedersi se basti un diploma classico per fare il Ministro alla Salute, quando anche per fare l’infermiere occorre una laurea triennale. Il malcontento trova la sua espressione soprattutto sui social network, attraverso post e commenti negativi.

La tempesta mediatica su Stamina, cominciata lo scorso dicembre, sembra non voler finire. Questo mette a dura prova la credibilità di Beatrice Lorenzin. Il ministro ha annunciato più volte di voler nominare un nuovo comitato scientifico per la valutazione del metodo ideato dal professor Vannoni, frequentemente accusato di non essere un medico. A due mesi di distanza, ancora tutto tace. Le famiglie dei 35 pazienti in cura e dei 150 in lista d’attesa ancora attendono delle risposte, mentre le patologie neurodegenerative continuano a progredire inesorabili. Il Ministro non ha mai mostrato l’esigenza di incontrare personalmente né familiari né malati. E intanto gli Spedali Civili hanno annunciato lo stop per le infusioni di cellule mesenchimali.

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