Imprenditore ucciso al cimitero di Poggioreale, omicida ha confessato

Napoli – (Adnkronos) – Ha massacrato la vittima a bastonate per 16 mila euro. La lite è scaturita dalla mancata realizzazione di un loculo. Ciro Attanasio, questo il nome del reo confesso, è stato fermato dalla Squadra mobile di Napoli

cimitero poggiorealeNapoli, 6 mar. (Adnkronos) – Ha ammesso di aver ucciso l’imprenditore Gennaro Finizio, il cui cadavere è stato trovato la scorsa notte dalla polizia nei pressi del cimitero di Poggioreale, a Napoli. Ciro Attanasio, questo il nome dell’uomo posto sotto interrogatorio in Questura, è stato fermato dalla Squadra mobile di Napoli in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura. Il decreto di fermo è stato emesso a seguito dell’interrogatorio, nel corso del quale Attanasio ha ammesso la sua responsabilità.

Dalle indagini eseguite nelle ore immediatamente successive al delitto è emerso che l’omicidio, verificatosi nel corso della notte all’interno del cimitero di Poggioreale, ha tratto origine da un contrasto di natura civilistica, insorto tra Finizio e Attanasio. La lite è scaturita dalla mancata realizzazione di un loculo per cui era stata già versata la relativa somma di denaro e dal timore di Attanasio di essere denunciato a causa dell’impossibilità di restituire la somma ricevuta. Un omicidio “efferato”, assolutamente sproporzionato rispetto all’oggetto della lite: un debito di 16mila euro e il rischio di un contenzioso civile. Ma, alla minaccia da parte dell’imprenditore Gennaro Finizio di denunciare la truffa, Ciro Attanasio, 50 anni, è stato colto da un raptus di violenza: ha preso un bastone di legno e lo ha colpito più volte sulla testa, fracassandogli il cranio e uccidendolo.

Questa la ricostruzione della Polizia di Stato di quanto avvenuto ieri, intorno alle 17, nel cimitero di Poggioreale a Napoli. In tarda serata, dopo le ricerche scattate a seguito della denuncia della scomparsa dell’uomo da parte dei familiari, gli agenti di polizia hanno ritrovato l’auto di Finizio grazie al sistema satellitare. La scena, raccontano il capo della Squadra mobile di Napoli Fausto Lamparelli e Salvatore Piemonte del Commissariato di Poggioreale, è agghiacciante: il cranio fracassato, l’auto trasformata in una vasca di sangue.

Gli agenti della Squadra mobile sono risaliti a Ciro Attanasio al termine di rapide indagini coordinate dal pm Luigi Santulli, grazie a un indizio: una nota, l’indicazione di un appuntamento scritta dalla vittima ritrovata all’interno della sede della sua impresa. Dopo essere stato portato in Questura, Attanasio poco dopo ha confermato, raccontando di “non aver capito più niente”. Ma i poliziotti fanno notare che ha avuto, subito dopo, la freddezza di togliere le chiavi dal quadrante dell’auto e di disfarsi del telefonino di Finizio. Condotto nel carcere di Poggioreale, dovrà ora rispondere di omicidio volontario. Vittima e carnefice erano entrambi incensurati.

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