Esercito per combattere la prostituzione

E’ la richiesta del parroco della chiesa di San Matteo a Giugliano

prostitute“Invoco l’intervento dell’esercito a tutela della decenza pubblica” è quanto ha affermato il parroco della chiesa di San Matteo, a Stella Maris, borgo periferico di Giugliano in provincia di Napoli, riferendosi alla presenza delle prostitute che vendono il proprio corpo non lontano dal sagrato della chiesa a qualunque ora del giorno e della notte.

Don Luigi scrive al prefetto di Napoli, alla diocesi di Aversa, ai commissari straordinari e alla polizia municipale del comune di Giugliano, chiedendo un aiuto concreto. “Si è stanchi di dover lottare a difesa dei diritti più elementari, si chiede l’intervento dell’esercito per un periodo lungo, affinché la malavita capisca che non può continuare I’attività di prostituzione specialmente nei presidi un luogo sacro” scrive nella lettera il parroco che dopo le minacce ha subito anche il furto in chiesa per un valore di 20mila euro, un gesto più che intimidatorio in conseguenza della sua richiesta di intervento militare.

Per raggiungere la chiesa, costruita negli anni cinquanta per accogliere i fedeli delle campagne circostanti e che si trova a ridosso di Ponte Riccio, bisogna percorrere la strada che la collega alla circumvallazione esterna di Napoli trasformata nel luogo di lavoro delle lucciole denunciato dal parroco. Una via del sesso, come tante in Italia, i cui frequentatori abituali, prostitute e clienti, sono incuranti di tutto ciò che li circonda, e per cui la parola decenza non ha alcun significato. Il parroco, secondo quanto ha raccontato, ha pregato in più occasioni le ragazze di allontanarsi dal luogo sacro, ricordando che la chiesa è frequentata anche da molti bambini, ma a quanto pare nulla sono servite le sue raccomandazioni.

“Il Prefetto di Napoli e i commissari prefettizi che governano il Comune di Giugliano mi sono molto vicini. Se è necessario però possono anche inviare l’Esercito”. Una richiesta quella di don Luigi che stupisce molto, anche in considerazione della zona interessata, che l’esercito lo ha già chiesto, ma per problemi di gran lunga più seri di quelli denunciati dal parroco che tanto si rammarica per la decenza pubblica lesa dalle professioniste del sesso. È per tutelare il territorio dal degrado ambientale e dagli speculatori dei rifiuti speciali che a più riprese negli anni si è chiesto l’intervento e il supporto dell’Esercito che di certo può coadiuvare ma non sostituirsi alle forze dell’ordine territoriali a cui spetta la responsabilità di vigilare e intervenire là dove necessario.

Le preoccupazioni di don Luigi sono comprensibili, ma di fatto la responsabilità di quanto accade all’esterno della chiesa non è attribuibile solo alle prostitute, il più delle volte giovani immigrate schiavizzate dai protettori. La richiesta crea l’offerta e se qualcuno deve vergognarsi per lo spettacolo indecente a cui i fedeli sono costretti ad assistere, quelli sono i clienti di queste ragazze, clienti che di certo si nascondono anche tra gli stessi fedeli. “Se intorno alla Chiesa ci sono tante donne che operano in questo modo, probabilmente ci sono anche tanti fedeli che sono ottimi clienti” contestano i Verdi e Gianni Simioli della Radiazza, sostenitore della regolamentazione della prostituzione in Italia.

“Questo comune e questo Stato è affetto da un cancro vero, quello presente nelle istituzioni, che lasciano al caso ed alla gestione autonoma le problematiche serie in cui versa la zona. Non solo per la questione Terra dei fuochi da cui siamo soggiogati, ma anche per la totale assenza di legalità, di punizioni serie ed esemplari che, inevitabilmente, sfociano nell’anarchia e nella malavita oltre che nel disadattamento delle persone oneste rispetto al marcio che avanza sempre più indisturbato” denuncia impetuoso don Luigi.

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