Le Figaro denuncia: “Lo Stato italiano lascia le rovine di Pompei all’abbandono”

Il quotidiano francese commenta in prima pagina i numerosi crolli verificatisi negli ultimi giorni  

LefigaroParigi, 8 marzo – “Pompei accelera la sua rovina”, titola così il famoso quotidiano francese Le Figaro, a proposito dei numerosi crolli verificatisi negli scavi archeologici pompeiani nel corso degli ultimi giorni. I crolli sarebbero imputabili alle sfavorevoli condizioni meteorologiche che dai primi di marzo hanno comportato numerosi cedimenti, tra cui quello relativo ad un muro di una bottega su via di Nola, nella Regio V, insula 7, civico 19.

Nonostante il direttore generale Luigi Malnati avesse dichiarato sin da subito che “questo avviene in un sito di età romana, con strutture antiche conservate anche in elevato, che sono alla luce da più di due secoli”, Le Figaro evidenzia invece la noncuranza dello Stato italiano, affermando: “un’amministrazione impotente assiste al crollo dei tesori di una civiltà”. L’attacco è rivolto apertamente anche alle inadempienze burocratiche verificatesi nello svolgimento dei lavori urgenti, che hanno reso ancora più disastrose le condizioni degli scavi nel corso dei mesi.

Ma non è la sola Pompei ad essere al centro delle attenzioni francese. Il quotidiano ha infatti messo in evidenza le condizioni critiche di altri importanti siti italiani definibili in “allarme rosso”, tra cui la Villa Adriana a Tivoli, la Pinacoteca di Brera a Milano, la biblioteca napoletana dei Girolamini, Volterra, la Domus Area romana, ed anche il Palazzo Reale di Caserta e la Reggia di Carditello.

Intervistato dal giornale francese sulle condizioni del patrimonio artistico italiano, Claudio Strinati, ex soprintendente del polo museale romano ha individuato all’origine dei problemi riscontrati il fatto che: “in Italia “c’è un’eterna confusione tra interessi pubblici e privati”.

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