Porto-Napoli: l’analisi tattica

Il Napoli perde a Oporto ma non pregiudica il passaggio del turno. 1-0 fuori casa è un risultato “malo” come hanno detto sia Benitez che Reina, ma assolutamente recuperabile vincendo con due gol di scarto

tifosi-napoliATTACCO. Il Napoli non ha giocato male e ha anche prodotto quattro o cinque ottime occasioni. Questo significa che il Porto è vulnerabile in difesa.

DIFESA. Il Porto le sue occasioni le ha avute, questo è fuori discussione, ma Reina e il palo hanno tenuto la qualificazione aperta.

RIPARTENZA. La scelta di Rafa è apparsa abbastanza chiara sin dalla formazione. Il centrocampo con Behrami e Henrique testimonia la volontà di proteggere la difesa, di fare legna in mezzo come si dice in questi casi, mettendo in secondo piano tutto quello che è qualità e costruzione. Forse Dzemaili avrebbe potuto giocare ma dopo l’ultima prestazione contro la Roma le sue quotazioni sono scese.

HAMSIK. Con tutta la riconoscenza che il tifoso ha nei confronti di Marek purtroppo le sue prestazioni sono ormai un punto di domanda. Acuito, tra l’altro, dalle dichiarazioni nel post gara in cui lo slovacco si è detto consapevole dell’involuzione e desideroso di ritrovarsi. Si è sempre visto che Marek ha giocato peggio le partite che contano ma, questa volta, è diverso.

MAREK-MODULO. Francamente escludiamo che l’involuzione di Marek dipenda dalla nuova posizione per due motivi: per il rendimento super delle primissime giornate di campionato e perché un allenatore come Rafa se ne sarebbe accorto e avrebbe posto rimedio.

MAREK-GERRARD. Rafa a Liverpool giocava con un centrocampo stellare, a nostro parere uno dei migliori della storia del calcio moderno, con Xabi Alonso e Mascherano davanti alla difesa e Gerrard trequartista centrale. Ma Gerrard faceva un ruolo di raccordo più ampio di Marek che rimane un giocatore splendido quando parte in verticale con i suoi tagli.

MAREK-LAMPARD. Al Chelsea Lampard giocava nei due davanti alla difesa come vero e proprio regista. Un po’ come Rafa sta impostando Jorginho. L’inglese arrivava spesso al tiro e andava in doppia cifra anche per una straordinaria forza fisica che forse Marek non ha. E dava una grossa mano in difesa cosa che Marek forse non sa fare.

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