La Crimea sceglie di stare con la Russia: al referendum il 93% vota per l’annessione

Nella piazza principale della capitale risuonano slogan come “Russia ti amo”

putinSebastopoli, 17 marzo – Nella giornata di ieri si è tenuta la consultazione popolare che chiedeva ai cittadini della Crimea se volevano restare in Ucraina con maggiore autonomia, come sancito dalla Costituzione del 1992, oppure se erano favorevoli all’annessione alla Russia.

Senza sorprese, ha vinto la seconda opzione, con il 93% dei votanti che si è espresso a favore dalla secessione dall’Ucraina. L’affluenza alle urne è stata poco sotto l’80%. Nella piazza principale della capitale Sebastopoli, in molti, a seggi ancora aperti, urlavano slogan come “Russia ti amo” o “Siamo tornati a casa”. Sono in molti, soprattutto i giovani, ad amare la Russia e Putin.

Il Parlamento si riunirà domani per accettare il risultato dal referendum e chiedere l’annessione a Mosca. Putin ha già dato il “benvenuti” in via informale.

Ma dopo che l’annessione sarà formalizzata, le sanzioni dall’occidente saranno immediate. Appena si sono chiuse le urne, sono arrivate le dichiarazioni dalla Casa Bianca: “Sono passati da molto i giorni in cui la comunità internazionale rimaneva a guardare mentre un paese sottrae con la forza il territorio di un altro”, e bolla le azioni di Putin come “pericolose e destabilizzanti”. Anche l’Europa alza la voce. La cancelliera tedesca Angela Merkel, in una telefonata con Vladimir Putin ha denunciato la presenza di truppe russe nell’ultima città ucraina prima di arrivare in Crimea, che hanno bloccato per più giorni alcuni tra gli osservatori Osce. La cancelliera tedesca ha anche ribadito l‘illegittimità del referendum.

Intanto il premier ucraino Arseniy Yatseniuk ha fatto sapere di aver negoziato una tregua con le truppe russe.

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