Pillole di calcio. Torino-Napoli: l’analisi tattica

Il Napoli batte il Torino per 1-0 e lascia invariate le distanze dalla Roma (-3) e sulla Fiorentina (+10). Decide il gol di Higuain nel finale. Prova convincente solo a tratti degli azzurri che portano a casa bottino pieno

calcio SerieAFORMAZIONE. A centrocampo ci vanno Inler e Jorginho, davanti riposa Insigne. Nel Toro Ventura esclude Cerci e Immobile, entrambi diffidati, con una scelta molto a sorpresa. Ma, ad onor del vero, Meggiorini e Barreto non li fanno rimpiangere più di tanto.

TATTICA. Il Napoli comincia bene provando a comandare il gioco: si alza, gioca con personalità, buon giro palla ma non velocissimo. Per questo fatica a trovare spazi nella difesa granata che tiene cinque uomini quasi sulla linea dell’area per togliere profondità agli attaccanti azzurri. E per questo offre il fianco alle ripartenze avversarie.

PASSAGGI. Nelle prime giornate di campionato il Napoli aveva un possesso palla mostruoso. Anche adesso tende a sopravanzare quasi sempre l’avversario dal punto di vista del minutaggio in cui controlla la palla ma lo fa con una qualità più bassa. E questo soprattutto a causa degli errori più evidenti: errori di controllo e soprattutto errori di appoggio che prima non si vedevano.

STANCHEZZA-1. Gli errori nel possesso palla sono figli, forse, anche di un appannamento fisico piuttosto che mentale. A conti fatti essere in corsa su tre fronti e giocare due partite a settimana da inizio anno inizia a pesare.

STANCHEZZA-2. Una squadra stanca riesce a salire di tono nell’ultimo quarto d’ora chiudendo nell’angolo l’avversario e dando il meglio di sé? In teoria no e quindi, a questo punto, non possiamo dire che il Napoli sia fisicamente stanco. Ma, se così fosse, il mistero di una squadra che peggiora nei fondamentali non per calo fisico si infittisce.

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