Ergastolo a Giuseppe Setola, capo dell’area stragista dei casalesi

Condanna definitiva a Setola per l’omicidio dell’imprenditore Michele Orsi

ergastolo setolaNapoli – Confermata definitivamente dalla prima sezione della Corte di Cassazione lo scorso 18 marzo la condanna all’ergastolo per Giuseppe Setola e Alessandro Cirillo, i feroci killer del clan dei Casalesi, per l’omicidio dell’imprenditore Michele Orsi. Per gli altri sicari, Giovanni Letizia, Massimo Alfiero e Mario Di Puorto, la condanna a 30 anni di carcere era già diventata definitiva per la mancata impugnazione della sentenza d’appello.

I fatti risalgono al 2008, quando Michele Orsi, 47 anni, muore ammazzato il primo giugno all’esterno di un bar di Casal di Principe. Orsi, titolare insieme al fratello di un’azienda specializzata nella raccolta di rifiuti, era finito in manette nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione dei rifiuti coordinata dalla Dda di Napoli ed aveva iniziato a collaborare coi magistrati raccontando dei loschi affari tra camorra e politica nel ciclo di smaltimento.

Durante l’udienza preliminare, aveva fatto dichiarazioni accusatorie, dopo le quali aveva cominciato a ricevere minacce ed intimidazioni, con colpi esplosi da ignoti sulla porta d’ingresso alla sua abitazione. Il giovedì successivo alla sua morte, Michele Orsi avrebbe dovuto deporre in un altro processo, sempre sugli smaltimenti illeciti. Dopo sei anni, giunge quindi la condanna definitiva per l’omicidio, ma altri processi attendono Setola. Ieri infatti si è svolta un’altra udienza in cui è imputato per estorsione nei confronti degli imprenditori Passarelli. L’autore della “Strage di Castelvolturno” (raid in cui hanno trovato la morte Antonio Celiento e sei immigrati africani, vittime innocenti, ndr), dopo aver depositato delle dichiarazioni spontanee, non ha perso l’occasione per minacciare il pm antimafia Cesare Sirignano, non nuovo ad esternazioni intimidatorie nei suoi confronti. Setola si è infatti rivolto al magistrato dicendo:”Oggi è la festa del papà: auguri dottore Sirignano”.

Intanto, sullo sfondo dei processi a Setola si è intersecata la ricorrenza della morte di Don Peppino Diana, il prete anti-camorra ucciso a Casal di Principe, in merito alla quale sono significative le dichiarazioni dal cardinale Crescenzio Sepe ai microfoni di Radio 1 Rai: “Fino a quando non abbiamo il segno concreto di una conversione, come si fa a permettere a questi malavitosi di partecipare ai Sacramenti? A fare i padrini dei battesimi, alle cresime, ai matrimoni”?

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