Euroscettici: Movimento Base Italia e Forza Nuova raccolgono firme per referendum

A Napoli il 29 il presidio per promuovere il referendum. Gli euro scettici dilagano anche in Europa e Napolitano gioca la carta dell’unità europea parlando di pace conquistata

no euroNo euro è l’obiettivo che il Movimento Base Italia si prefigge di raggiungere con la raccolta firme per il referendum abrogativo della moneta unica, facendo appello ai tanti disperati in tutta la penisola che attribuiscono la colpa di tutti i mali della recessione, all’ingresso dell’Italia nella comunità monetaria europea. “Lungi da noiosissime spiegazioni tecniche sul perché l’euro sia un male per la nostra economia sarà sufficiente ricordare che dal prossimo anno, se non usciamo da questa moneta insanguinata (di tutte le inutili morti conseguenti alla più grande depressione mai vissuta dai tempi del dopo guerra), dovremo pagare 50 miliardi di euro ogni anno . A fondo perduto.” Come si legge nel comunicato diffuso dal Movimento Base Italia a febbraio.

E sabato 29 marzo a Napoli in Piazza Carità, si terrà un presidio pubblico per promuovere la raccolta firme sul referendum. “Uscire dall’euro si può e si deve, senza attendere di essere ancora più devastati da una crisi economica senza precedenti. L’euro, moneta unica è nata per sottomettere i popoli e non per unirli, riteniamo di essere in un regime non democratico ma in un sistema autoritario”. Il presidio cittadino sarà presente il 29 e il 30 anche in altre piazze importanti in Italia, compresa la capitale. A sostegno della raccolta firme promossa dal Movimento si sono aggiunti altri partiti, come Forza Nuova e altri movimenti, associazioni e comitati di tutta Italia.

La raccolta firme, per rendere effettivo il quesito referendario e portare gli italiani alle urne per esprimersi sulla volontà di abrogare le leggi che hanno permesso l’introduzione dell’euro, è partita in tutta Italia già il 31 gennaio. Il Movimento Base Italia ha depositato alla Corte di Cassazione due quesiti referendari il 3 settembre 2013, in considerazione che “l’Euro è stato introdotto in Italia con una legge ordinaria che, per buona pace di tutti i giuristi o pretesi tali, non ha ratificato alcun Trattato” e che quindi come ogni legge ordinaria approvata in Parlamento è soggetta alla facoltà di essere abrogata dal popolo con il sistema di democrazia costituito dal referendum.

Per portare gli italiani al voto i volontari dovranno riuscire a raggiungere la quota minima di 500 mila firme. Nei due quesiti proposti, se la raccolta firme riuscirà a commutarsi in referendum, si chiede ai cittadini di votare si all’abrogazione di due leggi: il dlgs. n 213 del 24 giugno 1998 dal titolo “Disposizioni per l’introduzione dell’Euro nell’Ordinamento Nazionale a norma dell’art 1 comma 1 della legge 17 dicembre 1997 n. 433”; la Legge 17 dicembre 1997 n. 433, dal titolo “Delega al Governo per l’introduzione dell’Euro”.

Il Presidente Napolitano, durante la commemorazione della strage delle Fosse Ardeatine, ha fatto appello al senso di unità europea, mettendo in guardia da chi approfitta di questo momento di crisi per screditare il valore e l’importanza della Comunità Europea ribadendo che “la pace non è un regalo o addirittura un dato scontato, ma una conquista”. Il senso di sfiducia nelle capacità dell’Europa di far fronte alle difficoltà socio-economiche del proprio popolo è dilagante non solo in Italia, come dimostrato dalle elezioni comunali in Francia, che hanno visto il crollo dei socialisti e il trionfo degli euroscettici del Fronte nazionale di Marine Le Pen.

L’introduzione dell’euro come moneta unica europea è di fatto coinciso con l’inizio della recessione, non solo italiana, ma le conseguenze che ne deriverebbero abbandonando l’euro per ritornare alla lira, non sono da sottovalutare. Con il referendum popolare proposto da Movimento Base Italia e Forza Nuova, ai cittadini sarà data la facoltà di scegliere o meno se abrogare l’euro, ma di fatto non potrà essere il popolo a far risorgere e risplendere la lira. Questo toccherà al Governo, che nel caso ipotetico del ritorno alla lira, si troverà a fare i conti con una moneta povera, che rischia di impoverire forse più dell’euro il nostro paese.

3 thoughts on “Euroscettici: Movimento Base Italia e Forza Nuova raccolgono firme per referendum

  1. Non è assolutamente vero che l’uscita dall’euro e il ritorno ad altra moneta come la lira rischia di impoverirci più dell’euro. Ritornando alla “sovranità monetaria” risolveremmo il nostro debito pubblico provocato dal”signoraggio bancario” impostoci dalla Bce con l’ingresso nella moneta unica.Informarsi bene su questi due aspetti ormai diffusi su diversi siti internet e sostenuti da 6 premi Nobel dell’Economia.

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