Continuano le ricerche dei resti del volo MH370

Nuova pista per le ricerche dell’aereo scomparso lo scorso 8 marzo

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Napoli, 29 marzo – Le operazioni di ricerca dei resti del Boeing 777 scomparso della Malaysia Airlines, l’8 marzo scorso, si sono spostate di circa 1.100 chilometri a nordest della zona finora sorvolata dai ricognitori, a seguito dell’ emergere di “una nuova pista credibile”. Lo hanno annunciato le autorità australiane. Secondo quanto specificano le agenzie di stampa, un satellite thailandese avrebbe rilevato la presenza di trecento oggetti galleggianti nell’Oceano Indiano, più precisamente a circa 2.500 chilometri dalle coste dell’Australia.

La zona di ricerca era già stata spostata a 1.100 chilometri da quella già sorvolata dagli aerei ricognitori e dalle navi, dunque, con i nuovi dati forniti dai radar, l’area si estenderà. L’Agenzia Australiana di Sicurezza Marittima ha fatto sapere che: “Le nuove informazioni di cui disponiamo si fondano sull’analisi continua dei dati radar tra il Mar cinese meridionale e il distretto di Malacca prima della perdita del contatto radar”.Sempre secondo gli ultimi dati pervenuti, sembra che il volo MH370 viaggiasse ad una velocità maggiore di quella che si era stimata, pertanto il carburante dell’ aereo sarebbe stato consumato più in fretta.

Anond Snidvongs, direttore dell’agenzia pubblica Gistda, ha fatto sapere che gli oggetti individuati dai radar thailandesi misurano una lunghezza che va da due a quindici metri. Intanto, continuano le ricerche dei centoventidue residui indicati dalle autorità malesi in un’area pari a quattrocento chilometri quadrati, dove le perlustrazioni risultano essere le più attive rispetto alla restante zona da setacciare.  Le immagini, registrate da un satellite usato per l’osservazione di risorse naturali, sono già state trasmesse alla Malaysia, che coordina le ricerche. Nei giorni trascorsi Kuala Lumpur aveva annunciato il rilevamento di 122 oggetti galleggianti in un’area di 400 chilometri quadrati dove sono tuttora attive le perlustrazioni di una squadra multinazionale di aerei e navi, spiegando che si trattava della “pista più credibile”.

Una preghiera per le vittime del volo ha unito i piloti della scuderia Ferrari ai colleghi scesi in pista, ieri mattina, sul circuito di Sepang. Fernando Alonso e Kimi Raikkonen hanno voluto dedicare un pensiero ai passeggeri dispersi nella terribile sciagura aerea, applicando sul casco due adesivi recanti la scritta “Pray for MH 370” e sempre in loro onore nella giornata di domenica osserveranno un minuto di silenzio prima del via.

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