Andy Warhol con “Vetrine” al Pan

Si potranno ammirare 180 opere del periodo in cui l’artista lavorò a Napoli

Andy Worhol- VESUVIUSNapoli – Dal 18 aprile al 20 luglio, al Palazzo delle Arti di Napoli (Palazzo Roccella, via dei Mille n 60), si potrà visitare un’importante mostra su Andy Warhol dal titolo Vetrine. L’esposizione, organizzata da Spirale Idee e curata da Achille Bonito Oliva, sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 19.30. Il martedì resteranno invece chiuse le sale espositive del I e del II piano. Il costo del biglietto intero è di 8 euro, i ragazzi dai 6 ai 17 anni pagano la metà.

L’esposizione sarà allestita con 180 opere dell’artista, focalizzandosi sul periodo in cui, chiamato da Lucio Amelio, Andy Warhol lavorò a Napoli.

Nel genere del ritratto, abbandonato per un breve periodo, Warhol dimostra la superficie delle cose. Per tre giorni soggiornò a Napoli, entrando in contatto con le neoavanguardie, teorizzate proprio da Achille Bonito Oliva e con il concettualismo europeo.

In mostra al Pan, oltre alle opere precedenti del soggiorno a Napoli come la Campbell’s Soup, la storica serie Marilyn del 1967,  Camoufflage e Golden Shoes del ‘55, le scarpe preziose dedicate alle star, sarà esposta l’opera: Hammer and Sickle, che Warhol realizzò per la Castelli Gallery sotto il titolo di Natura Morta. L’opera appartiene ad una serie che non venne mai completata per i costi troppo elevati. L’opera in acrilico e inchiostro su tela è stata realizzata dal vero, copiando la fotografia. La presenza reale dell’oggetto, in cui la società si identifica, è rappresentata dalla pesante ombra nera.

L’uso della polaroid, entrata a tutti gli effetti tra le tecniche artistiche di Warhol, dà vita alla serie Ladies and Gentlemen del 1975, anche detta “Drag Queen Paintings” poiché ritrae i travestiti di New York. Sempre con la polaroid sono state realizzate le 22 vedute di Napoli della serie Napoliroid.

Il 1980 la storia della Campania fu segnata da un tragico evento: il terremoto dell’Irpinia. Fu per questo che immediatamente dopo l’accaduto Amelio chiese a Warhol e Beuys di fondere la loro creatività per un’opera ricordo. Il 26 Novembre, tre giorni dopo, Warhol reinterpretò la prima pagina del Mattino di Napoli con il titolo Fate Presto, per incentivare la tempestività dei soccorsi e svegliare l’opinione pubblica. E’ sempre in ricordo del terremoto che nel 1985 Lucio Amelio volle organizzare una mostra al Museo “Capodimonte”. Warhol presentò la famosa serie di 18 serigrafie dal titolo Vesuvius. L’artista, partendo da un’immagine ottocentesca che ritrae l’eruzione del Vesuvio, ha realizzato quest’opera che ci mostra l’attività eruttiva del vulcano vista in diversi momenti della giornata.

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