Nicola Cosentino? Per la Cassazione non è un politico “bruciato”

La Corte suprema di Cassazione dichiara che è ancora da appurare se l’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, sia un politico “bruciato” per il clan dei casalesi.

nicola cosentinoRoma – Dopo gli arresti eseguiti e le scarcerazioni, Cosentino ha partecipato alla convention di Forza Campania tenutasi nel 2013, tenendo comunque a dichiarare ripetutamente di non star facendo politica.

A parere della Corte suprema, gli elementi che legano Cosentino agli ambienti camorristici sono da analizzare con maggiore attenzione, così come si deve tener conto delle agevolazioni che sia il clan, sia il politico hanno avuto, “collaborando insieme”.

Gli Ermellini invece tengono a far notare che non si sa ancora con certezza se Nicola Cosentino sia o meno un politico “bruciato” per il clan, visto che Cosentino stesso fino allo scorso aprile non è stato colpito da nessun tipo di “bruciatura”, nel periodo in cui venne decisa la sua candidatura solo a poche ore dal termine per le presentazioni delle candidature stesse.

Proprio a causa di questa situazione di stallo, i giudici supremi hanno concesso il beneficio del dubbio sulla questione del “politico bruciato” chiedendo, inoltre, di riesaminare una valutazione un po’ superficiale tramite la quale avevano sminuito alcune intercettazioni risalenti al 2011 provenienti dal carcere di Cuneo, e che vedevano coinvolti Giuseppe Russo, un casalese, e l’ex sottosegretario Cosentino.

Proprio negli ultimi giorni è stato ufficializzato il distacco di Cosentino da Forza Italia, e la sua aggregazione in Forza Campania da parte di sette consiglieri regionali.

FOTO: tratta da lettera43.it

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