La metropolitana di Salerno chiude. De Luca accusa la Regione Campania

“Sorrida Presidente, sia felice” è l’augurio ironico del sindaco di Salerno al Governatore Caldoro. La chiusura della metro lascia a piedi 7mila pendolari e i diversamente abili accusano di aver perso l’unico mezzo che li rendeva indipendenti in città

manifesti salernoLa metropolitana di Salerno ha chiuso i battenti dopo soli quatto mesi dalla sua inaugurazione per mancanza di fondi. Il comune di Salerno avrebbe dovuto accollarsi una spesa che non era in grado di sostenere con le sole risorse cittadine e la Regione Campania ha fallito l’obiettivo di intervenire prontamente prima che fosse troppo tardi. Il vertice riunitosi lunedì a palazzo Santa Lucia con la presenza dell’assessore regionale ai Trasporti Vetrella, l’assessore alla Mobilità del Comune di Salerno Luca Cascone e i rappresentanti di Trenitalia, si è rivelato un misero tentativo di salvataggio in extremis della rete metropolitana salernitana, in cui l’unica alternativa concessa dalla Regione, bocciata subito dal comune di Salerno, sarebbe stata quella di mettere le mani sul trasporto pubblico su gomma ridistribuendo le risorse spostando i fondi al trasporto su rotaia, una prerogativa che, a dire dei consiglieri del PD presenti al vertice, potrebbe creare problemi occupazionali e tagli nei servizi. Un incontro quello svoltosi a Napoli, che è servito in realtà solo ad inasprire con ancor più vigore i rapporti tra Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno e il Governatore della Campania Stefano Caldoro.

Le uniche certezze di questa vicenda sono la chiusura di un linea che contava almeno 7mila pendolari al giorno e la rabbia di De Luca, che ancora una volta ha dimostrato di non avere peli sulla lingua, puntando il dito decisamente contro Caldoro augurandogli di essere felice, per aver vinto una battaglia, quella dell’ostruzionismo. “Sorrida Presidente, sia felice – asserisce con spirito agguerrito il sindaco salernitano nel video messaggio pubblicato nella sua pagina face book – con 550milioni di euro che la Regione riceve dallo Stato, è stata capace di trasformare il trasporto pubblico locale in Campania in qualcosa che è degno del terzo mondo”. (Guarda il video) De Luca sferra una dichiarazione di guerra che rinnova la frase, espressione del suo pensiero, stampata su migliaia di manifesti affissi dal comune e che hanno tappezzato Salerno nei giorni scorsi: “La Regione chiude la Metro. Delinquenti politici”. Immediata la replica di Caldoro che si difende e sostiene che “nostro piano trasporti è il migliore possibile”.

Una “bagarre” quella messa in atto dal sindaco come afferma Antonio Roscia, coordinatore di Forza Italia a Salerno che non ci sta alle accuse del sindaco, che tra l’alto in una nota aveva sottolineato che “nessun consigliere regionale di centrodestra della provincia di Salerno aveva preso parte alla seduta” in Regione. Roscia ha spiegato che i motivi che hanno portato alla chiusura della metro vanno ricercati nelle responsabilità del Governo e del Ministero dei Trasporti che “non adegua le risorse statali da trasferire alla Regione Campania onde poter consentire l’inserimento perfetto della Metropolitana di Salerno nel contratto di servizi”. Per Roscia la colpa è in pieno proprio di De Luca che è stato per mesi viceministro dei Trasporti.

La chiusura della metro ha suscitato lo sdegno dei cittadini, che nei giorni scorsi hanno risposto numerosi anche con la raccolta firme, superando abbondantemente la soglia di cinquemila. Particolarmente amareggiati sono le persone con difficoltà motorie che perdono di fatto “l’unico servizio di trasporto pubblico che consente a persone con ridotta mobilità e a volte scarsa autonomia di spostarsi tranquillamente. Autobus e taxi non sono attrezzati” ha spiegato Gianluca Memoli in rappresentanza delle persone diversamente abili.

La nascita della metro aveva avuto un ottimo riscontro tra i cittadini anche per l’incremento del flusso turistico che ne era conseguito nel periodo natalizio per ammirare le Luci d’Artista nel centro storico di Salerno. Una condizione che ha incentivato notevolmente l’economia cittadina e che ha incrementato la popolarità del sindaco, uomo di sinistra ma che ha fatto della sua indipendenza politica la sua forza. In effetti De Luca non smentisce e ancora ribadisce la sua linea anche in questa occasione: “I cittadini salernitani avranno almeno la chiarezza su chi è nemico di Salerno e chi ama la città di Salerno, al di là delle bandiere di partito e di coalizioni, come il sottoscritto che se ne infischia delle coalizioni e delle bandiere di partito, ma che ritiene che quando si tratta di difendere gli interessi della città non ci siano partiti e coalizioni che tengano. Io ragiono così, gli altri non so – ha aggiunto – salutiamo la nostra stazione e aspetteremo che vadano a casa questi signori” – conclude De Luca.

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