Anticipo di Serie A, notte pirotecnica al San Paolo. Un Napoli dirompente ne fa sei al Cagliari.

Il Napoli ha sempre dimostrato di esaltarsi quando si respira aria di Champions. La notte di Fuorigrotta è scandita dagli acuti dei giocatori azzurri che si dimostrano in forma eccellente ed offrono un gioco spumeggiante e divertente.

Mazzarri chiedeva ai suoi una prestazione senza cali di concentrazione, cercando di tenere lontana la mente dal prossimo impegno di Champions contro il Chelsea a Stanford Bridge, in programma Mercoledì 14 Marzo, per il ritorno degli ottavi di finale.

Allo Stadio San Paolo giungono quarantamila tifosi che si aspettano una bella performance da parte dei propri beniamini.

La formazione che scende in campo è composta per nove undicesimi dai titolarissimi: De Sanctis tra i pali; Campagnaro, Cannavaro ed Aronica a comporre il terzetto difensivo; centrocampo affidato ad Inler e Gargano con Zuniga sulla fascia di sinistra e Dossena sulla destra. In attacco, Pandev ed Hamsik alle spalle di Lavezzi.

L’allenatore del Cagliari, Ballardini, deve fare a meno di Pinilla e lascia in panchina Nenè, optando per un 4-3-1-2 con Ekdal in veste di fantasista alle spalle dei due attaccanti Ibarbo e Larrivey. Centrocampo sardo affidato alla direzione del figlio d’arte Daniele Conti.

La gara parte con i ritmi bassi, il Napoli non accelera ed è il Cagliari ad organizzare il gioco. Gli azzurri sono attendisti, ma non ci vogliono molti minuti per iniziare ad osservare lo spettacolo. Al 9’ minuto, su azione centrale, lo svizzero Inler, serve palla ad Hamsik, che dai diciotto metri lascia partire un rasoterra imprendibile per il portiere Agazzi.

Il Cagliari tenta di reagire ma il Napoli, ormai in partita, blocca le iniziative ospiti. Larrivey ed Ibarbo tengono in apprensione la difesa azzurra che, ad ogni modo, con Cannavaro ed Aronica in ottima condizione, si destreggia bene favorendo le ripartenze azzurre.

Il centrocampo del Napoli è una vera e propria diga. Gargano ed inler annullano la mediana avversaria, recuperano palloni ed impostano con giocate precise ed interventi puntuali.

Al minuto 18’, è nuovamente il momento di gioire. Lavezzi si procura un calcio di punizione nella trequarti cagliaritana ed è lui stesso che lascia partire un lungo traversone sul quale si avventa capitan Cannavaro che colpisce di testa ed insacca per il 2-0.

Il Cagliari replica con buone giocate, ma dall’esito inoffensivo. La manovra azzurra, con Zuniga e Dossena è rapida e ben organizzata. Le uniche preoccupazioni di De Sanctis provengono dai piedi di Conti che conclude in più occasioni dalla distanza.

Giunti alla mezz’ora della prima frazione di gioco, il Napoli affonda i colpi ancora una volta. Azione veloce per vie centrali, Lavezzi servito al limite dell’area, penetra nella difesa avversaria seminando il panico e da un suo cross scaturisce l’autogol di Astori. È il 3-0.

La squadra di casa controlla bene le situazioni di gioco, lasciando tuttavia libero Larrivey, che al minuto 37’ su cross di Conti deposita in rete di testa.

Il nervosismo si impossessa dei giocatori del Cagliari ed il gioco diventa falloso. Dopo un minuto di recupero, l’arbitro Brighi di Cesena fischia la fine del primo tempo.

La seconda frazione di gioco prende il via con il Napoli deciso a chiudere l’incontro. Ripetute offensive azzurre rendono triste la serata ai difensori cagliaritani. Pandev illumina, Hamsik offre la solita prestazione determinante e Lavezzi, sempre più fuoriclasse al minuto 55’ si procura il rigore che è lui stesso a trasformare per il 4-1.

Gli azzurri sembrano essere tarantolati, le azioni si susseguono ed è crisi per gli avversari. Al minuto 57’ Cavani rileva il Pocho che esce tra gli applausi dei tifosi; cinque minuti più avanti Maggio sostituisce Hamsik. Si passa al 3-5-2 con Zuniga spostato nella zona centrale ad impostare la manovra offensiva. Cavani e Pandev continuano lo show.

Al minuto 69’, su rapida azione di rimessa, il Napoli porta a cinque le marcature. Azione iniziata dall’inesauribile Gargano, pallone offerto a Cavani che entra in area e chiude la triangolazione con lo stesso Gargano. Il controllo del “mota” è un gioco di prestigio, la conclusione è perfetta: Agazzi deve osservare ancora la propria rete gonfiarsi.

Al 73’ minuto, viene concesso spazio al cileno Vargas che rileva Gargano. Il Napoli continua nelle sue giocate ma allenta la presa ed il Cagliari ne approfitta con Larrivey che colpisce nuovamente di testa al 76’ su cross di Ibarbo.

Dagli spalti partono gli olè del pubblico ad accompagnare i passaggi degli azzurri, ma la festa non è ancora finita. Al minuto 84’, Pandev serve un grande assist a Maggio che entra in area e fulmina l’estremo difensore rossoblu per la sesta volta.

Ormai la gara volge al termine ed il Napoli si rilassa, forse un po’ troppo. Il centravanti Larrivey firma la sua personale tripletta al minuto 90’. La partita termina sul risultato di 6-3 in favore del Napoli.

Un risultato tennistico per avvisare il Chelsea di Di Matteo. Le uniche sbavature, forse dovute ad un eccesso di leggerezza, permettono al Cagliari di segnare tre reti.

A dimostrazione dello stato di grazia dei giocatori azzurri, si materializza un risultato molto rotondo favorito dal morale a mille del team partenopeo. Il profumo d’Europa mette le ali ai piedi agli undici di Mazzarri ed il gioco è fatto. Non c’è scampo per i sardi. Il Napoli dimostra di avere un potenziale offensivo da far venire i brividi a qualunque formazione. Questo è quello che voleva il mister. Il Chelsea è avvisato.  Start trembling “Blues”, Napoli is coming.

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