All’istituto Pascale per “Terra dei fuochi”, incontro con Don Patriciello e le Istituzioni

Scienza e religione unite nella lotta. Don Patriciello: “i negazionisti farebbero bene a starsene a casa”

vittime terra dei fuochiNapoli, 16 aprile – Si è svolta ieri la conferenza riguardante la questione ambientale che “Terra dei fuochi” che ha visto protagonista la Fondazione Pascale. Al tavolo dei relatori presenti il dottor Pedicini, il dottor Marfella, Padre Maurizio Patriciello, l’assessore Nugnes ed i giornalisti De Marco e Ciociola, interventi che hanno catturato l’attenzione di un pubblico partecipe.

Il libro di Don Maurizio Patriciello “Non aspettiamo l’apocalisse”, scritto a quattro mani  con il giornalista Marco Demarco, è stato presentato ieri pomeriggio proprio in sede di conferenza. Il punto saliente della stessa è stato l’avvicinamento e l’impegno assunto dall’Istituto Pascale nei confronti della problematica “Terra dei fuochi”.

“La strategia del silenzio adottata oramai da un ventennio sulle problematiche ambientali a nord di Napoli non è più ammissibile” – dice il direttore della Fondazione dottor Tonino Pedicini, – “c’è la chiara necessità di mettersi in gioco verso una popolazione che merita di più e che sta soccombendo con quella mentalità camorristica che ne ha ucciso sogni e territori”.

Non si può continuare a fare la conta dei morti. Nasce l’esigenza di maggiore prevenzione e affinare nuove cure, bisogna far si che il potenziale della medicina campana non venga solo citata ma utilizzata, non meri discorsi ma fatti.

Un passo importante su cui è intervenuto anche l’assessore Nugnes che si è  soffermato soprattutto sull’interdizione fisica di quei soggetti che continuano a sversare rifiuti tossici nelle aree interessate: “Non si devono spegnere i riflettori sulla Terra dei fuochi”.

Altro intervento motivato e sentito ha visto protagonista il dottor Marfella da anni impegnato con la lotta sui territori e la prevenzione, che ha esordito dicendo: “Ho pianto, ci siamo sentiti soli”, la solitudine di medici che sapevano e non potevano andare al di là dei limiti di intervento dell’istituto. Troppa burocrazia e troppo silenzio quando invece dovrebbe essere massima l’esigenza di far conoscere i fatti, di impegnare le risorse per la ricerca, ma ciò potrà avvenire solo se ci sarà un cambiamento radicale del sistema sanitario nazionale.

Ultimo intervento, quello di Padre Maurizio Patriciello, parte attiva nella lotta alla camorra, che ha tuonato così “da quando il professor Tonino Pedicini ha rivelato la terribile verità sull’aumento di malattie come il cancro e la leucemia nella Terra dei fuochi,  i negazionisti farebbero bene a starsene a casa. Facendo silenzio e chiedendo scusa. Per rispetto verso le  proprie persone e, soprattutto, verso chi ha subito uno o più lutti a motivo di questa patologia,  e verso gli ammalati che strenuamente combattono per non morire”.

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