Scoperto arsenale dei Casalesi in un garage

Le armi sono riconducibili al clan Bidognetti, “Cicciotto di Mezzanotte” 

Arsenale Castel VolturnoCastel Volturno – L’incessante attività di contrasto al clan “dei casalesi” condotta dalla Squadra Mobile di Caserta. Gli investigatori, a seguito di perquisizione presso l’abitazione di Noviello Emilio, nato a Castel Volturno il 25 settembre del 1961 e residente nel comune domitio,  via Fiume Po, hanno sequestrato due pistole di cui un revolver calibro 38 ed una semi-automatica calibro 7.65, un fucile d’assalto marca SIG, un mitra Skorpion calibro 7.65, un mitra HeKler & Koch calibro 9, del tipo in dotazione alle forze di polizia speciali, ed un fucile da caccia a pompa, oltre a centinaia di cartucce. Le armi erano nascoste nel garage. Il Noviello  annovera lievi precedenti per contrabbando di tabacchi ed invasione di terreni. L’uomo è stato arrestato per detenzione illegale di armi comuni, da guerra e clandestine. Verosimilmente le armi sono riconducibili al clan Bidognetti, storicamente egemone nel comprensorio.

Ricordiamo che il boss Francesco Bidognetti è conosciuto come “Cicciotto di Mezzanotte”, un contronome nato dal fatto che chiunque si fosse frapposto tra lui e un suo affare avrebbe visto calare su di sé la mezzanotte anche all’alba, uno dei cinque che compongono il clan camorristico dei Casalesi, è stato il braccio destro di Francesco Schiavone detto “Sandokan”.  Viene arrestato il 18 dicembre 1993 e recluso sotto il regime del 41 bis. Le sue attività criminali convergevano principalmente sullo smaltimento illegale dei rifiuti urbani, industriali e tossici, attività per cui è noto alla magistratura già all’inizio degli anni novanta. Negli anni ’90 ordina l’assassinio del medico Gennaro Falco, colpevole di non aver diagnosticato in tempo una neoplasia alla prima moglie, Teresa Tamburrino. Per l’omicidio del medico qualche anno dopo viene accusato uno dei figli di Francesco Bidognetti, Raffaele, arrestato con questa accusa.

FOTO: tratta da repubblica.it

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