Il Vesuvio è terra fertile, “si punti al distretto verde”

AICS: Rivalorizzare la zona rossa del Vesuvio

pomodorini vesuvioNapoli – Per la zona rossa del Vesuvio “si punti definitivamente al distretto verde. Più coltivazioni, meno abitazioni. Incentivare le già numerose produzioni di eccellenza in un territorio che grazie al terreno di origine vulcanica offre enormi opportunità in tal senso imprimendo straordinarie caratteristiche organolettiche ad ortaggi e vitigni, produzioni agricole in genere e vivaistiche”. Lo dichiara Andrea Nasi, responsabile nazionale Ambiente di Aics (Associazione Italiana Cultura Sport).

Passare da zona ad alto rischio a zona ad alto potenziale. Valorizzare il Lacryma Christi Doc del Vesuvio, il Pompeiano Igt, il Cacciato di Ottaviano, il Caprettone, il Greco della Torre o Greco di Somma, il Passito vesuviano. Ma anche le albicocche vesuviane, la ciliegia di montagna, la susina pazza di Somma, il pomodorino da serbo. Sono solo alcuni dei prodotti noti tra le eccellenze delle produzioni vesuviane apprezzate oramai in tutto il Paese”, aggiunge Nasi.

“Una possibile leva di rivincita per una regione, ma ancor più una città, Napoli, sempre più spesso citate dalle cronache per elementi di negatività e caratterizzate negli ultimi anni da uno straziante immobilismo. Di questi tempi le opportunità scarseggiano, non possiamo permetterci di perderle”, conclude Nesi.

Ricordiamo che la zona rossa del Vesuvio è la zona che indica la fascia di comuni della Campania che, trovandosi in una posizione molto prossima al monte Vesuvio, vengono considerati più a rischio in caso di eruzione vulcanica.

L’11 gennaio 2013, dopo numerose richieste da parte di studiosi, la protezione civile decide l’estensione della zona rossa, che interessa ora 27 comuni. Ai 18 comuni della precedente zona rossa vengono aggiunti: Nola, Palma Campania, Poggiomarino, Pomigliano d’Arco, San Gennaro Vesuviano, Scafati, ma anche alcuni quartieri dell’area orientale di Napoli quali Barra, San Giovanni a Teduccio e Ponticelli prima collocati in zona gialla, quella interessata alla ricaduta di ceneri e lapilli.

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