Oggi si celebra la terza Giornata Internazionale UNESCO del Jazz

Evento organizzato da Jazz in Campania, programma a cura di Onofrio Piccolo

international-jazz-day-2014Napoli – La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO celebra la terza “Giornata Internazionale UNESCO del Jazz”, 30 aprile 2014. La musica ha dimostrato attraverso le varie epoche di essere un potente strumento di comunicazione. Come è noto, il Jazz è una forma di musica nata, all’inizio del 900, dall’incontro tra la cultura africana e quella europea, propagatasi inizialmente nel sud degli Stati Uniti per poi diffondersi in tutto il mondo, prendendo il meglio dalle varie nazioni e arricchendosi attraverso la fusione delle diverse culture.

Oggi è una forma d’arte internazionale che parla tante lingue: è un mezzo di comunicazione che trascende le differenze di razza, religione, etnia o nazionalità. Appartiene al mondo ed è un formidabile strumento di dialogo interculturale, di unificazione e di coesistenza pacifica. È per questo motivo che l’UNESCO ha deciso di celebrare il 30 aprile di ogni anno la “Giornata Internazionale del Jazz” in tutto il mondo.

L’international Jazz Day on air è un evento organizzato da Jazz in Campania, programma a cura di Onofrio Piccolo in onda ogni sabato e in replica la domenica, promosso da Pomigliano Jazz e Radio CRC. Una giornata dedicata al jazz in diretta radiofonica per celebrare un genere musicale che valica ogni confine artistico e stilistico, unanimemente riconosciuto come veicolo di pace, unità, dialogo e cooperazione tra i popoli.

Ricordiamo che il Jazz è un genere musicale di origine statunitense nato nei primi anni del XX secolo nelle comunità afro-americane del sud degli Stati Uniti per la confluenza di tradizioni musicali africane ed europee. Caratteristiche peculiari del genere sono l’improvvisazione, la poliritmia, l’utilizzo della sincope e di note swing e di blue note.

Sin dai primi tempi il jazz ha incorporato nel suo linguaggio i generi della musica popolare americana, dal ragtime, al blues, dalla musica di Tin Pan Alley, alla musica leggera e colta dei grandi compositori americani. In tempi più recenti si è mescolato con tutti i generi musicali moderni anche non americani, come il samba, la musica caraibica e come il rock.

Il jazz si è trasformato, nel corso di tutto il XX secolo, evolvendosi in una gran varietà di stili e sottogeneri: dal dixieland di New Orleans dei primi anni, allo swing delle big bands negli anni trenta e quaranta, dal bebop della seconda metà degli anni quaranta, al cool jazz e al hard bop degli anni cinquanta, dal free jazz degli anni sessanta alla fusion degli anni settanta, fino alle contaminazioni con il funk e l’hip hop dei decenni successivi.

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