Il Made in Italy resiste, il pastificio Garofalo smentisce la cessione

La famiglia Menna smentisce la cessione del pastificio agli spagnoli

pasta garofaloNapoli, 21 aprile – La pasta della tradizione gragnanese rimane italiana. Era stata data lo scorso 19 aprile la notizia della cessione del Pastificio Garofalo,  secondo l’articolo de “il Mattino” che il 51% della società dovesse essere imminentemente ceduta alla holding spagnola Ebro Foods, ma arrivano le prime smentite.

Ebro è una multinazionale alimentare che tratta prodotti quali riso, pasta e sughi. Con sede in Spagna, ha una presenza commerciale o industriale attraverso una vasta rete di filiali e marchi in oltre 25 paesi in Europa, Nord America, Asia e Africa, il che le ha permesso di posizionarsi come leader mondiale nel settore del riso e secondo produttore mondiale di pasta.

L’accordo con gli spagnoli avrebbe segnato l’ennesimo addio al Belpaese di un marchio del made in Italy. La lista è lunghissima, da Galbani, Locatelli, Invernizzi e Parmalat, oggi brand della francese Lactalis, alla brianzola Star, che fa parte del gruppo catalano Agrolimen, fino agli olii Bertolli, Carapelli e Sasso, che dopo un primo “giro di giostra” sotto il brand Deoleo sono stati di recente ceduti al fondo di investimento inglese Cvc Capital partners.

Così la famiglia Menna, titolare dello storico pastificio Lucio Garofalo di Gragnano commenta “Nessun accordo, pertanto i numeri riportati non possono trovare corrispondenza”,  le indiscrezioni secondo cui sarebbe vicina a firmare la cessione del 51% del capitale agli spagnoli di Ebro Foods, colosso alimentare quotato alla Borsa di Madrid che l’estate scorsa si è mangiato anche il 25% di Riso Scotti.

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